Del tipo del mio paese e delle nostre vite parallele ve ne avevo mai parlato?
Ecco, lo farò adesso. Lo chiameremo Tito. Tito e io siamo nati a pochi giorni di distanza, nell'Ottobre di tanti anni fa. Al nostro paese c'era un prete "gerente", un altro prete "anziano" che presenziava alle messe ma faceva un po' quello che gli pareva, e poi un altro prete che era partito in missione in Madagascar (e che sta ancora là) e tornava al paese solo una volta ogni tot anni. In quell'inverno di tanti anni fa il prete giovane che stava in missione in Madagascar tornò al paese, e mia mamma mi fece battezzare da lui. Era il 26 Dicembre, il giorno dopo Natale, il giorno di Santo Stefano di tanti anni fa, e il prete giovane tornato dall'Africa battezzò me e Tito.
Poi siamo andati alle elementari, in due classi diverse. Io sezione B, lui sezione A. Alle medie lui faceva tempo prolungato, io no. Alle superiori, stesso istituto, ma classi diverse: io corso sperimentale, lui no. Abbiamo sempre frequentato compagnie di amici diverse, tantissima gente in comune, senza mai incrociarci veramente.
Come due linee parallele.
Mia mamma era collega di lavoro di suo babbo. Abbiamo fatto insieme la prima Comunione e la Cresima, siamo partiti insieme a fare la visita di leva: eravamo un gruppo di una decina di persone, tutti vennero presi, invece io e lui fummo giudicati "rivedibili". L'anno dopo, alla seconda visita, ci scartarono entrambi.
Ora io sono a Bologna. E lui pure. Ma non ci sentiamo mai, non ci vediamo mai.
Sappiamo che siamo entrambi qua, vicini senza mai incontrarci. Se non per caso, qualche volta.
Una volta all'uscita di un locale, un saluto veloce e via. Una volta in una rotonda, lui in una macchina io in un'altra, lui mi riconosce e grida Maaaas, io lo riconosco e rispondo Titooo. Una volta alla Festa dell'Unità, io coi miei amici e lui coi suoi. Altro saluto veloce, ci scambiamo anche il numero di telefono coscienti che non lo useremo mai.
Invece no. Oggi mi è arrivata una telefonata da un numero sconosciuto. Era Tito.
Domani sera vado a bere al locale che inaugura.
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Ma solo io mi ricordavo (o immaginavo) una