Svegliarsi la domenica col sole, alzare la tapparella così il sole entra in camera e va proprio sul letto, in diagonale, di traverso, poi aprire la porta del balcone e portare fuori lo stendino con quella sensazione tipo quando si fa una cosa giusta, pensare che questo sole sia anche un po' un segno del destino, stupidamente. Sentire qualcuno che fa un'interminabile doccia, e pensare che te la stai facendo sotto e non puoi entrare, e quella doccia sembra ancora più lunga, col rumore dell'acqua che certo non ti aiuta. Ripensare a ieri sera, al fatto dell'accento del Texas, al tipo americano che dice che l'accento texano è quello di "Non è un paese per vecchi", solo che noi i film in lingua originale non abbiamo ancora l'abitudine di vederli quindi non lo sappiamo, allora ci spiega che i texani parlano lentamente e allungano le parole, a little bit sloooowly. Poi riflettere anche sul fatto che su quel frigorifero non ci sia più attaccata la tua foto e la tua opera da writer in erba, per chissà quale motivo, probabilmente qualcosa di molto vicina all'acredine. Riflettere sui "Sticazzi" esclamati a caldo. Non pensare troppo. Non pensare per niente.

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