Andare ad una festa privata, dopo essersi cambiati in macchina, mettendo qualcosa di mediamente elegante. Colli bolognesi, zona inesplorata, quantomeno da me. Tratto a piedi, grande scalinata, poi un portone. Manipolo di persone benvestite e benpettinate che vorrebbero entrare ma non possono, perchè "da mezzora non entra più nessuno", dice il tizio della security. Tra lo sparuto gruppo di "mondani" c'è anche Stefano Bonaga, probabilmente alterato da qualcosa che non so, che pensa di poter entrare, ma non viene riconosciuto dal tizio alla porta, che lo respinge. Salvo poi chiamarlo dopo aver ricevuto una telefonata da chissà chi. Chiamo i miei amici che sono già dentro, spiegando che non ci fanno entrare, allora dopo poco arriva una ragazza che dice "Il signor Mas, fornitore, puo' entrare", allora ci fanno passare. La villa è imponente, dalle finestre del primo piano si intravede il soffitto affrescato. Sul retro della villa c'è un parco molto grande in cui sono stati allestiti dei gazebo/i bianchi che fungono da zone buffet, poi poco più avanti c'è un palco illuminato e della gente che ci balla sopra e davanti. A mettere la musica c'è Skin, magrissima, presissima dal suo compito della serata. Qua e là sul prato ci sono delle specie di materassi comodissimi, tipo puff ma più grandi. E là ho capito che non sono più il giaguaro di una volta.

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