categoria:riflessioni, dubbi, blog-mania, mas-experience
- Scoprire che una partitona a racchettoni-extreme sulla spiaggia, con tanto di salti e tuffi sulla sabbia, come se far cadere la pallina significasse morire, puo' ridurti in un ammasso dolorante di carne. Riprendere l'attività fisica.
- Guardarsi in uno specchio diverso da quello che si utilizza sempre puo' farci notare tantissime cose che ancora non sapevamo. Fare una visita dentistica.
- Io quando vado a vedere uno spettacolo, di qualsiasi tipo, mi immedesimo con qualcuno di quelli che si esibiscono. Anche l'altro giorno quando ho sentito Fresu. Imparare a suonare un cavolo di strumento!
- Andare alla presentazione di un libro alla biblioteca del tuo paese, per l'esattezza il primo libro di Bachisio Floris, papà di Giovanni, quello di Ballarò; una raccolta di racconti intitolata "Nuoro forever" puo' farti venire voglia di trovarti in storie così, come dire, familiari. Leggere autori sardi.
- Fare le analisi del sangue e scoprire che è molto meno impegnativo di quello che ti eri messo in testa. Controllarmi piu' spesso.
Oggi si vota. Finalmente ci leviamo di mezzo queste elezioni. Quella che si è appena conclusa è stata una campagna elettorale a dir poco surreale. Tipo che nelle tribune politiche si parlava quasi esclusivamente della storia di Noemi, delle foto del Premier e di tutto il putiferio che ne è seguito. Al posto dei problemi ambientali si è preferito disquisire sulle veline candidate ("Barbara Matera è laureata in scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinieri 7 su Canale 5, ma mai la velina" - velina no-letteronza sì). Insomma ora sapremo come andranno le cose, chi saranno i nostri nuovi rappresentanti in Europa, i nuovi Jas Gawronsky, le nuove Iva Zanicchi. E poi riprenderemo ad occuparci delle solite cose importanti del nostro Paese: non la mafia, non i precari, non l'immigrazione e nemmeno il crollo dei consumi. Non vediamo l'ora di sapere di chi sarà il primo topless di questa estate 2009, chi parteciperà alle feste di Villa Certosa, chi sostituirà la Ventura a Xfactor...
Quest'anno la bella stagione tarda ad arrivare, però dicono in giro che quando arriverà rimpiangeremo le fresche serate di questi giorni. Probabilmente sarà così, ma ad ognuno il suo mestiere, insomma! E' preciso dovere dell'estate, anzi della primavera inoltrata, portare il sole e le belle giornate, e mi pare che ancora questo non sia accaduto in questo balordo 2009. Ancora piove, cazzarola. Temporalini estivi, dicono. Ma ci prendono in giro, sono tutte menzogne, è un complotto della sinistra.
Oggi ho passato il pomeriggio al Pronto Soccorso di un grande ospedale. Corridoio pieno di gente dolorante, tossente, preoccupata. Mi fa sempre un'impressione strana trovarmi in questi ambienti. Guardo i malati e la gente che aspetta armata di codice bianco, o verde anche, e penso a come non mi piacerebbe lavorare in un posto così. Non è per me. Poi vedo le infermiere truccatissime, sorridenti, masticanti chewin-gums, con le Crocs ai piedi anziché gli obsoleti FlyFlot, e penso che là, nel turno di notte, dev'essere proprio un gran puterio.
Mi serve un materasso. Urgente. Il trasloco nella mia nuova dimora ha portato questa novità: letto matrimoniale anziché la vecchia amata piazza e mezzo, ok, ma quei cavolo di materassi singoli uniti, quelli in cui hanno dormito gli scienziati slovacchi, il Pilota, il Sintetico, Fulì e la Gattomunita sono di una scomodità impressionante. Eppure me l'avevano detto...
Coro corazon. Dopo il boom della Pergola il 26 Aprile, questo sabato abbiamo un concerto a Monghidoro, poi la settimana dopo un altro ancora. Poi niente. Del cd che abbiamo registrato non ho notizie: alcune indiscrezioni parlano di una probabile uscita appena dopo l'estate. Non so, mi pare di ricordare che l'anno scorso, di questi tempi, avevamo un sacco di impegni programmati. Sarà una strategia del maestro?
- Oggi, in macchina mentre andavo a lavoro, pensavo a quando Gene Gnocchi faceva la parodia di Paolo Del Debbio, il tizio che faceva i sondaggi in giro e poi concludeva sempre dicendo che la verità sta nel mezzo. Ma, in particolare, ciò a cui pensavo è la genialità del nome scelto nella parodia, ovvero Eugenio Del Dubbio, e alle sue infinite chiavi di lettura.
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- Tra i talent show di casa nostra è tutta una giungla di opinioni, di cifre, di dati e altre amenità. I punti in comune tra i due talent di punta, ovvero Xfactor e Amici, sono tanti, ma ce n'è uno che spicca su tutti: Edelfa Chiara Masciotta, che passa disinvoltamente dalle televendite dei materassi con la De Filippi a quelle dei divani con Facchinetti. La vera bipartisan è lei.
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- A proposito di Xfactor (come se non se ne parlasse abbastanza): proprio non mi va giù l'eliminazione di Elisa Rossi (qui e qui le sue performance di Lunedì).
- Sono passati quattro anni e mezzo da quando ho finito di lavorare al call center della Vodafone. Ieri mi ha chiamato mia sorella per dirmi che non riusciva a connettersi con la sua Internet Key. Non so se mi spiego.
- Non avevo mai visto il programma di Baudo. C'è Mastella, Bordon, Sposini, un sondaggista e la Palombelli. Seduti su delle poltroncine colorate. Sembra Porta a Porta.
- Alberto Angela a Ulisse, su Raitre, sta in piedi dietro ad un tavolo "imbandito" con dei piatti, bicchieri e ciotole che contengono tutte le sostanze di cui è formato il corpo di un essere umano (ad esempio c'è un piatto di fosforo, un catino d'acqua, del carbonio eccetera). Ha detto che, andando in una drogheria ad acquistare tutto ciò che c'è sul tavolo, si spenderebbe circa 20 euro.
E' successo che ho dato l'appuntamento a due persone allo stesso orario, per sbaglio. Mi ricordavo di aver detto ad una alle 18:30 ed all'altra alle 19, invece in realtà avevo detto a tutte e due alle 19. E così, mentre ero in cucina che sfogliavo il volantino con le offerte del supermercato pensando che quella mi aveva tirato il pacco senza avvisarmi, suona il campanello. Apro il portone di giù senza chiedere chi è, perchè tanto lo sapevo che era lei, ed esco sulle scale a gridare "Primo piano!". Vedo due teste salire le scale, due teste molto simili, tra l'altro, e anche i giubbotti sono simili. Penso che forse si è fatta accompagnare da un'amica. Dopo le guardo interdetto e loro mi rispondono esprimendo la stessa interdizione. Là capisco tutto, l'arcano viene svelato. Non si conoscono.
Faccio da Cicerone mostrando le bellezze di casa Mas, fino ad arrivare alle camere interessate alla questione, in una delle quali parliamo per una ventina di minuti, che detto tra noi, è tantissimo. Una fa l'estetista, è di origine pugliese ma vive da dieci anni qui, e ha un gatto poco peloso e poco rompiballe, a suo dire. L'altra è modenese, non ho capito che lavoro fa e mi è sembrata un po' dubbiosa, al contrario dell'estetista che era strasoddisfatta e si trasferirebbe anche stasera! Io ho solo chiarito di non aver nessun problema nell'avere un gatto in casa, soprattutto dopo che lei me l'ha descritto come un gatto che non miagola, non tira fuori le unghie, non raschia i mobili nè il parquet, non piscia sul divano e non caga sotto i mobili. Le ho chiesto se è sicura che non sia un semplice peluche, mi ha detto di si.
Mi ha convinto e le ho detto che va bene, che ci risentiamo per i dettagli. L'altra mi ha detto che mi farà sapere lei entro domani. Ora le cose sono due: o mi dice di sì pure quest'altra e allora siamo a posto, a parte il fatto che ci rimetterò un po' di soldi visto che lei comunque si trasferirebbe il 15 di Gennaio, oppure mi dice di no e allora mi sarò infilato in un guaio perchè dovrò dire alle altre persone che verranno a vedere la casa che, oltre a noi in casa, c'è pure un simpatico micino di carattere amorfo.
Il Sintetico, abbattutissimo, mi ha comunicato che non riescono a trovare una nuova sistemazione. Gli ho detto che la camera il primo di Gennaio deve essere libera. Ha risposto "Speriamo". Io ho detto "No, non hai capito, il primo di Gennaio la camera DEVE essere libera". Dice che loro stanno cercando, ma che è difficile, che i prezzi sono spaventosi. Ho detto che a Bologna le camere ci sono, e che i prezzi sono spaventosi, si, ma che si trova anche qualcosa a meno, come l'hanno trovata qui la troveranno anche altrove. Ho aggiunto che non mi pare proprio che si stiano impegnando così tanto a trovare un'altra sistemazione, che sono sempre chiusi in casa. Mi dice che guardano su internet, gli annunci, ma che non trovano niente. Dentro di me mi spiace un po' per loro, almeno mi dispiaceva in quel momento, ma poi se ripenso a tutte le cose, alla sfacciataggine di certi momenti, alla cucina e il bagno sporchi dopo cinque minuti che sono stati puliti, alle bugie dette alla Cantante..allora mi torna la vena incazzosa e riesco a sostenere il mio pensiero. Mi basterebbe ripensare a tutte le volte che Virgh e gli altri mi hanno detto di cacciarli all'istante e io, comunque, non l'ho fatto e ho continuato a sopportare la situazione arrivando a non vivere più dentro la mia casa, a chiudermi in camera pure io, come loro, nei pochi momenti in cui sto in casa, a cercare di uscire sempre più spesso per allontanarmi da quell'atmosfera e quell'aria diventata oramai irrespirabile.
A tutto questo si aggiunge il fatto che nemmeno per me è semplice trovare le persone a cui affittare la stanza, che il periodo non è proprio dei migliori, e che magari corro pure il rischio di rimetterci io dei soldi nel caso in cui non riesca a trovare qualcuno che la prende dal primo di Gennaio. Insomma, son cose.
Sono alle prese con dei gravi (secondo me che non ci capisco moltissimo) problemi al mio computer. Ieri l'ho acceso e il mio fedele antivirus mi ha subito segnalato due Troyan (li avrei chiamati così pure io) per i quali, come sempre, ho subito dato l'ordine affinchè venissero trasportati in quarantena. Perfidamente. E fermamente. Mi sentivo il re che punisce lo straniero impostore che si è infiltrato nel suo regno sotto falso nome a creare scompiglio. In quarantena! Fermamente, dicevo. Il mio fedele antivirus mi ha subito chiesto se ero proprio sicuro di volerli inviare in quarantena, aggiungendo qualche vocabolo inglese tipo "crash". Ma io, imperturbabile e perentorio, ho comunque dato l'ok. In quarantena ho det...
Attimi di sconcerto. Ripensavo alla parola CRASH. E a Matt Dillon poliziotto.
Dal monitor sono scomparse tutte le icone, tutte tutte, è rimasta solo la foto che avevo impostata come sfondo: un tramonto. Il tramonto del mio pc, pensavo. A nulla sono serviti i miei mille rocamboleschi tentativi di rianimare il desktop e riportarlo ai fasti di qualche secondo prima. Niente, solo il tramonto. Allora sono ricorso all'estremo tentativo del ControlAltCanc. Inutile e vano. Allora, come uno che ha scoperto che sua moglie lo tradisce e si reca incazzato e depresso in un bar fumoso e al bancone ordina: doppio ControlAltCanc.
E si è spento. Pace all'anima sua, ho pensato dopo aver gridato un disperato Noooooh (Tfm original).
Lo riaccendo, ma al primo accenno di avvio del Sistema Operativo si spegneva e si riavviava da solo. Mi sono passati davanti tutti questi mesi in sua compagnia, tutte le cose nate durante i nostri incontri: la nascita del Masblog, tutti gli episodi di Lost visti, tutte le volte che ho sentito "Rose e fiori", le appostate di Travian, i montaggi con Premiere..tutto perso. Per sempre.
Poi mi sono ricordato di quella volta che qualcuno mi consigliò di fare un dvd di ripristino, e là ho visto la luce in fondo al tunnel, anche se si presentava un altro grossissimo problema: dove cazzarola avevo messo il Benedetto dvd? E allora avete presente quando cercate una cosa senza un minimo di calma e ritegno, ché lo volete subito, immediatamente, adesso, nau! E succede sempre che non lo trovate, nonostante tutto intorno a voi pare sia passata Katrina o Andrew, per la vostra foga impetuosa quanto inutile.
Invece io l'ho trovato. Inserito. Parte.
Appare un popup che dice che sto per reinstallare il sistema operativo e che tutti i programmi che avevo scaricato non esistono più e che comunque tutti i dati personali tipo foto, film, montaggi, documenti e cose varie, sono sani e salvi.
Ora piano piano cerco di riscaricare e reinstallare i programmi che avevo prima e che mi occorrono anche ora, ma è cosa per me assai faticosa. Inoltre ora ogni volta che accendo il pc, appare un fastidioso popup di errore che dice qualcosa tipo BTTray.exe, di fronte a cui non ho proprio idea di come comportarmi.
Se qualcuno sa, parli.
- Alla fine Barack Obama ha stravinto e ora si insedia e porta con sè pure Hillary Clinton, l'ex rivale, e poi deve anche comprare il cagnolino promesso alle figlie in caso di trasloco alla Casa Bianca, e viste le sue origini si è visto consigliare dai mass media di non prendere un cane di razza, ma un bastardino.
- Leggevo di quella statistica da cui risulta che il giorno in cui ci sono più richieste per la pillola del giorno dopo è il Lunedì, che significa che la Domenica è il giorno in cui si copula di più, che io magari avrei detto il Sabato ma pare che la Domenica sia un'odissea trovare tale farmaco e che nei pochi consultori aperti c'è pure la probabilità di trovare un medico obiettore di coscienza.
- La visione di film come l'Esorcista mi ha impressionato meno dell'articolo sulla cisti ovarica esplosa e del ventre allagato di Licia Colò.
- Costantino Vitagliano critica i tronisti che "hanno solo un bel corpo ma non hanno carattere", e svela quale sia la sua paura più grande: i leoni, direte voi? No. Gli squali? Nemmeno. Le rughe.
- A proposito dei telegiornali che parlano del decreto Gelmini come quello che riporterà il maestro unico, il grembiulino e il 7 in condotta, dimenticandosi che lo stesso decreto impone pesanti tagli, con migliaia di insegnanti che si troveranno a spasso, credo che ci sia poco da dire, se non che sono semplicemente vergognosi.
- A proposito del Living Planet Report 2008 io sono rimasto sconvolto. Cioè, cose tipo che l'Italia è il 4° Paese al mondo per il consumo di acqua, che la Cina e gli Stati Uniti da soli da soli consumano il 40% delle risorse presenti sul Pianeta Terra, che non ha tempo di rigenerarsi e se continuiamo così nel 2030 non ho capito bene cosa accadrà.
- A proposito della lite tra la placida, mite e flemmatica Concita De Gregorio e il collerico e iracondo Ignazio La Russa mi pare di aver già detto tutto con gli aggettivi appena citati.
- A proposito degli spot pubblicitari delle compagnie telefoniche, nell'epoca dei Cesaroni, vanno di moda le mini sit-com con famigliole allegre e moderne, padremadreduetrefigliemagariuncane; e proprio mamma Cesaroni, Elena Sofia Ricci, è testimonial negli spot Alice col marito Abatantuono e qualche figlio, mentre la Mastronardi, sua figlia maggiore nella serie TV, fa parte della famiglia TIM, con mamma Carla Signoris e papà Enzo Decaro.
- A proposito di Diego Armando Maradona, nuovo c.t. della nazionale argentina, beh, non è detto che le cose vadano come nella sua precedente esperienza (1995 - 23 partite, 3 vittorie).
- E' un momento in cui non sopporto le faccine di messenger , le emoticons, e neanche le animoticons, che poi in realtà non le ho mai sopportate, ma adesso proprio non le posso vedere, tipo che se sto "parlando" con qualcuno che ne abusa chiudo la schermata e la riapro per non vederle, e se continua a metterle mi invento una scusa e saluto cordialmente.
- E' un momento in cui sto più spalle alla tv che davanti alla tv, che ora il monitor del mio computer sta proprio faccia a faccia con la tele, che si guardano, web contro tv, internèt contro mediasèt, e il primo stravince, salve qualche raro caso dovuto più alla stanchezza mia che alla voglia di vedere la tele, perchè io non sono mica pazzo per la tele!
- E' un momento in cui non sopporto andare a lavorare, non sopporto proprio stare là e penso che vorrei essere altrove, sempre a lavorare si intende, ma da un'altra parte, anche con la stessa gente, mi andrebbe bene, anche no, ma fare un altro lavoro, un'altra mansione, stare tra altre mura, maneggiare oggetti differenti, vedere schermate diverse sul monitor. Perchè quattroannieppiù si fan sentire.
- E' un momento in cui penso alle promesse non mantenute, ai favori che mi hanno chiesto e che seppure in quel momento (tantomeno dopo) non avessi la minima voglia di farli, non ho saputo dire di no, e allora stanno là arretrati, che mi guardano e che pensano che sono proprio uno stronzo a non eseguirli, perchè in fondo sono solo dei favori. Ma non ho voglia..
Ho visto la campagna pubblicitaria che serve a sensibilizzare gli italiani verso la comunità rumena, intitolata "Romania, piacere di conoscerti". Praticamente c'è un'infermiera rumena, sorridente e simpatica, della quale un collega di reparto parla molto bene, e lo spot finisce con una voce fuori campo che dice che "Per capire un popolo devi conoscere la sua gente". Ecco appunto, io qualcuno lo conosco, e ci vado anche parecchio d'accordo (e con qualcun altro non ho avuto modo di approfondire...). Però mi chiedevo: capisco la volontà e l'obiettivo di creare una percezione della comunità romena in Italia senza alterazioni e generalizzazioni dovute ai fatti individuali di cronaca, ma addirittura uno spot "educativo", come a volerci insegnare come ci si comporta con i rumeni? Forse non sto riuscendo a spiegarmi bene, ma voglio dire, ci sono tante comunità straniere in Italia, anche più numerose di quella rumena, ma io non avevo mai visto uno spot di sensibilizzazione come questo. Come se la notizia della Badescu consigliera di Alemanno non fosse sufficiente.
Vado all'Ikea col mio capo, a scegliere un divano da regalare.
Entriamo e l'ambiente amichevole, colorato e pratico già mi dà alla testa.
Arriviamo alla zona divani, scegliamo quello che nella classifica dei più belli sta al 3° posto e in quella dei più economici al 2°.
Percorriamo il vialetto obbligato del resto del negozio come due topi da cavia in un labirinto, con la stessa velocità e decisione.
Arriviamo giù al mercato, e là, ecchèddiamine, evitiamo il percorso obbligato e prendiamo una scorciatoia che porta direttamente dalle lampade di carta ai vasi di bambù.
Andiamo al banco informazioni dove una tipa con la maglietta gialla mi chiede il foglietto su cui, con la matitina Ikea, ho appuntato lo strano nome del divano.
"Il trasporto, zona Bologna, costa 60 euro" mi dice la signorina con la maglietta gialla.
Decidiamo di tornare l'indomani con un furgone.
L'indomani.
Viene a prendermi il panettiere col suo furgone, destinazione Ikea Casalecchio.
Arriviamo là che sono le 9:30. L'Ikea apre alle 10.
Attesa. L'amico panettiere già inizia a muovere su e giù la punta del piede.
Puntualissimi, alle dieci in punto, aprono le porte, e le persone assiepate davanti alle porte girevoli si dirigono verso l'interno.
Saliamo al negozio e svoltiamo subito a destra dove c'è la fine del percorso da topi.
Scendiamo al mercato e svoltiamo subito a destra dove c'è la fine del percorso da topi 2.
E' possibile percorrere l'Ikea dalla porta di ingresso alla cassa in 3 minuti e mezzo.
Andiamo verso la cassa, grattiamo il cartoncino che ci dà la cassiera e scopriamo di aver vinto due hot dog.
"Per la fattura deve andare al servizio clienti" mi dice la cassiera sorridente.
Prendiamo il bigliettino con la F di fatture.
"Prendiamo gli hotdog nel frattempo?" mi dice il panettiere.
"Noo, ora ci chiameranno..."dico io.
Passano 5 minuti e il panettiere rinizia a muovere il piede.
Al sesto minuto il primo sbuffo.
Al settimo minuto comincia a uscirli l'aria dal naso.
All'ottavo minuto dalle orecchie.
Al nono minuto l'aria che esce dalle orecchie comincia a diventare fumo.
Dopo 10 minuti guarda le facce delle altre persone in attesa, cercando consensi.
"Ma chiamano solo quelli con la lettera C ?!" dice.
"Credo che vadano in ordine di arrivo, dobbiamo aspettare" dico.
"Allora a che serve dividere per lettera?" chiede, giustamente.
"Sono svedesi..." rispondo io.
15 minuti di attesa per una fattura. La gente inizia a sbuffare in coro. Il panettiere mi guarda come dire "Vedi, non sono solo io!".
Una donna completamente vestita BonPrix si ribella al sistema svedese e inveisce contro una giovane addetta al servizio clienti.
"Signora, non posso farci niente, deve rispettare la fila" dice la signorina con forte accento barese.
Dopo qualche minuto finalmente ci chiamano e chiudiamo il tutto con un sospiro di sollievo.
Io i centri commerciali li odio.
Vado alla Coop a comprare la schiuma da barba e i rasoi perchè li ho finiti.
Prendo i soliti rasoi che non mi deturpano il viso rendendomi una specie di Freddie Krueger con un forte accento sardo.
Mi fermo a riflettere alla corsia dei prodotti per l'igiene personale, davanti alle varie marche di schiuma da barba: prendo quella fica, in gel, che costa 3 euri, oppure quella meno fica, in schiuma, che costa 1 euro e ventinove?
La prima è quella che ho usato ultimamente, che idrata una cifra e ha un buon profumo.
La seconda fa molto caserma militare dell'esercito.
Penso, tra me e me, che alla fine è solo una schiuma da barba: perchè spendere il doppio quando posso spendere la metà? (questa frase non ha molto senso, ma andrebbe presa per buona).
Prendo la seconda. Poi prendo anche il miele e vado a pagare.
Davanti a me c'è una ragazza sovrappeso (obesa) che paga solo una bustina di biscotti muesli e un vasetto di ricotta.
"Sarà a dieta", penso.
Poi esco e penso alla storia della schiuma da barba, e mi giudico tirchio.
Andando verso il Coop-ascensore che porta al Coop-garage, dove ho lasciato la macchina, mi imbatto in un ragazzo che mi chiede una firma contro la droga.
"Alè" penso. Il ragazzo mi porta verso il banchetto dove si firma, io ho in mano la schiuma da barba, i rasoi e il vasetto di miele (senza sportina, come dicono qui).
Al banchetto c'è un altro ragazzo, mi dice che sta in una comunità a Carpi, che è di Brescia e che non si droga più.
Mi chiede di dove sono, gli rispondo, mi dice che in estate è stato in un campo estivo in Sardegna.
Firmo, compilo il rigo assegnatomi, nome cognome città professione contributo. Contributo? Si, contributo, perchè mica basta la firma, quella è solo una scusa.
"Due euro van bene?" chiedo al bresciano. "Vabbè, se vuoi darci cinque..." dice lui.
In un attimo penso alla domanda che ho appena fatto e mi RIgiudico tirchio.
Allora mi dico "Merda, mi sono giudicato tirchio per due volte in pochi minuti!!".
Bisogna fare qualcosa, bisogna fare qualcosa, bisogna fare qualcosa (detto come lo direbbe Noiosa, la sorella della Bella Figheira.
Lascio la moneta da 2 euro e aggiungo una banconota da 5. Nome cognome città professione contributo: 7 euro.
Il bresciano guarda attonito il mio ragionare fare e disfare, poi mi sorride divertito, come si sorride ad un clown.
Pacche sulle spalle, stretta di mano e saluti. Vado verso il garage.
ATTENZIONE: I moralisti e i deboli di cuore non continuino a leggere.
Arrivo al garage, salgo in macchina, appoggio schiuma da barba, rasoi e miele, metto in moto e parto.
Penso al fatto che sù alla Coop ho badato al risparmio di un euro e settanta, poi fuori mi sono sentito taccagno per aver regalato 7 dei miei euro.
Che poi il bresciano secondo me si droga ancora, si vede dalla faccia.
E con quei 7 euro lo so io cosa ci fa..
Prima o poi arriverà il giorno in cui anche il povero Mas andrà un pochettino in vacanza, e se ne starà panza all'aria su una spiaggia tranquilla a sentire il rumore delle onde, ma senza avere la pazienza delle onde di andare e venire, perchè alla fine della fiera anche la pazienza di Mas ha un limite. Ricevo complimenti da destra e da manca per aver finalmente detto ai due briganti quello che avrei dovuto dirgli millemila mesi fa (volevo scrivere la parola orsono, ma vederla scritta mi fa una strana impressione), ma alla fine quelli mi sa che non hanno afferrato bene l'antifona (questa cosa dell'antifona, invece, non la sentivo da anni: "Piccolo Mas, l'hai capita l'antifona??"), quelli stanno là, da quella gli è entrata e da quell'altra gli è uscita. Bravo Mas, tu si che hai le palle. E intanto nel mondo succedono cose tipo che tornano di moda i tacchi nelle scarpe maschili, come quelle di Sarkozy e Tom Cruise, o che la filosofia del mercato del calcio viene sconvolta irrimediabilmente dal passaggio della stella del Barcellona, Eto'o, ad una squadra uzbeka e sconosciuta, che gli ha offerto una cosa come 41 milioni di dollari per UNA stagione di contratto. Ecco, quellolà lascia le luci della ribalta per un anno e va a riempirsi le tasche di dollaroni, magari facendo un'annata da paura (ettècredoo) e tornare ancora più brillante nel mercato dell'estate 2009. Mica scemo il tipo.