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Piove da tre giorni, tipo. Una pioggia continua, seria e incessante. Due palle. E io non ho ancora sostituito il tergilunotto della Clio, per dire. La pioggia è poetica, è vero, ma dipende dal contesto. La trovo poetica quando cammino la sera, al buio, sotto i portici (quindi al riparo) e sento il rumore. Mi piace anche sentirla quando sto sul letto nei pomeriggi domenicali all'insegna della fatiscenza più sfrenata. Mi piaceva anche ieri sera, mentre col coro cantavamo tra le lapidi del monumentale cimitero di Bologna, illuminato solo dalle candele, col freddo, il vapore che esce dalla bocca, le statue, il riverbero. Poi la pioggia è bella perchè mi ricordo quando a scuola studiavo La pioggia nel pineto di D'Annunzio, ma non perché mi piacesse D'Annunzio, ma perché quello era proprio un bel periodo, e mi ricordo quando coi miei compagni facevamo la parafrasi in versione moderna e rock delle poesie. Poi la pioggia è bella se ci fai amicizia, tipo come faceva Gene Kelly; confesso, io da piccolo ho rifatto quella scena, vicino a casa mia, bagnato fradicio a ballare e cantare Singin'in the rain con un ombrello (chiuso) in mano. La pioggia puo' anche essere divertente. - Scoprire che una partitona a racchettoni-extreme sulla spiaggia, con tanto di salti e tuffi sulla sabbia, come se far cadere la pallina significasse morire, puo' ridurti in un ammasso dolorante di carne. Riprendere l'attività fisica.
- Guardarsi in uno specchio diverso da quello che si utilizza sempre puo' farci notare tantissime cose che ancora non sapevamo. Fare una visita dentistica.
- Io quando vado a vedere uno spettacolo, di qualsiasi tipo, mi immedesimo con qualcuno di quelli che si esibiscono. Anche l'altro giorno quando ho sentito Fresu. Imparare a suonare un cavolo di strumento!
- Andare alla presentazione di un libro alla biblioteca del tuo paese, per l'esattezza il primo libro di Bachisio Floris, papà di Giovanni, quello di Ballarò; una raccolta di racconti intitolata "Nuoro forever" puo' farti venire voglia di trovarti in storie così, come dire, familiari. Leggere autori sardi.
- Fare le analisi del sangue e scoprire che è molto meno impegnativo di quello che ti eri messo in testa. Controllarmi piu' spesso.
Sono iniziati mondiali di nuoto a Roma, e ieri c'è stata la cerimonia di inaugurazione. A me piacciono molto le cerimonie di inaugurazione. Ma quella di ieri secondo me è stata un po' deludente. Location: Stadio dei Marmi, un posto stupendo nel cuore di Roma. E' iniziata con Claudio Baglioni che cantava canzoni noiose, tra cui l'inno di questi Giochi da lui composto, dal titolo "Un solo mondo". A seguire c'è stato l'ingresso di un' emozionatissima Federica Pellegrini, abito scuro e tacchi alti, con in mano la bandiera italiana ammainata. Con gli occhi lucidi, la nuotatrice ha percorso il tortuoso tragitto (considerati i tacchi e la forte emozione) che la portava, con in sottofondo le note di "Casta Diva" cantata dalla Callas, alla consegna della bandiera ad un gruppo di sei militari che l'hanno spiegata e fissata sul palo dove poi è stata innalzata, con le note dell'inno nazionale suonato da una banda e cantato, tra gli altri, dal Presidente Napolitano, da Fini, Letta, Alemanno, la Meloni e altre personalità. Poi è iniziata la "storia" sull'acqua raccontata da un attore che lo spiegava ad una trentenne che nella finzione era una bambina (in questo frattempo c'è stata la breve apparizione della Marcuzzi a simboleggiare non ho capito bene cosa). C'è stato il tempo per le sirene volanti (si, perché le sirene prima erano metà donne e metà uccello, solo dopo sono diventate metà donna e metà pesce, lo sapevate? Io no), e per i ballerini bianchi. Bravi, per carità, ma esibizione un filo lunghetta. Bellissimo il momento di Giovanni Allevi che "ha suonato l'oceano"; tanto bravo quanto fuso, lui. Poi ancora monologo del tizio che spiega l'acqua alla bimba. Ad un certo punto sono entrate allo stadio dei marmi delle barche orribili, tipo di cartapesta trainate da un manipolo di forzuti, cosa che manco al carnevale del mio paese. Ogni barca aveva sopra due tizie che si dimenavano a caso e un grosso strumento musicale, a simboleggiare il suono delle onde... Poi c'è stato il momento di solidarietà rappresentato da Caterina Murino, portavoce dell'Amref, che ha spiegato che ad ognuna delle 65 medaglie d'oro sarà associato un pozzo che verrà costruito nel cuore dell'Africa e intitolato al vincitore di quella medaglia. Bella iniziativa. Poi c'è stato (sottofondo musicale affidato a Michael Jackson) l'ingresso delle migliaia di federazioni nazionali, non conoscevo un sacco di nazioni, mi ero perso il fatto che un'infinità di isolette minuscole fossero diventate indipendenti. Gran finale con l'ingresso della delegazione italiana, nutritissima (c'erano anche i tecnici, i massaggiatori, la mia vicina di casa, il parrucchiere della Pellegrini, lo zio di Rosolino e il cane di Filippo Magnini). Poi altre coreografie pressoché inutili..Andare ad una festa privata, dopo essersi cambiati in macchina, mettendo qualcosa di mediamente elegante. Colli bolognesi, zona inesplorata, quantomeno da me. Tratto a piedi, grande scalinata, poi un portone. Manipolo di persone benvestite e benpettinate che vorrebbero entrare ma non possono, perchè "da mezzora non entra più nessuno", dice il tizio della security. Tra lo sparuto gruppo di "mondani" c'è anche Stefano Bonaga, probabilmente alterato da qualcosa che non so, che pensa di poter entrare, ma non viene riconosciuto dal tizio alla porta, che lo respinge. Salvo poi chiamarlo dopo aver ricevuto una telefonata da chissà chi. Chiamo i miei amici che sono già dentro, spiegando che non ci fanno entrare, allora dopo poco arriva una ragazza che dice "Il signor Mas, fornitore, puo' entrare", allora ci fanno passare. La villa è imponente, dalle finestre del primo piano si intravede il soffitto affrescato. Sul retro della villa c'è un parco molto grande in cui sono stati allestiti dei gazebo/i bianchi che fungono da zone buffet, poi poco più avanti c'è un palco illuminato e della gente che ci balla sopra e davanti. A mettere la musica c'è Skin, magrissima, presissima dal suo compito della serata. Qua e là sul prato ci sono delle specie di materassi comodissimi, tipo puff ma più grandi. E là ho capito che non sono più il giaguaro di una volta.
- Ho appurato che il mare del Salento è molto bello e pulito; devo ammettere che ero molto scettico e non credevo alle parole di chi me lo diceva, invece mi devo ricredere. Mea culpa.
- Lecce non sarà la Firenze del sud ma ha un che di poetico che non so spiegare, specialmente nelle viuzze strette del centro storico. Forse è una potenzialità poco sfruttata.
- Il cibo salentino, capitolo a parte. Taralli, frise, orecchiette. Ma soprattutto i turcinieddhi, ovvero l'esaltazione assoluta.
- La grotta Zinzulusa: una mezza delusione (ho visto di molto meglio), ma è bella la storia degli operai che ai primi del secolo scorso avevano lasciato la loro firma nelle pareti all'interno della grotta. Tipo Antonio 1906.
- Sostanzialmente sono stato bene, molto. Merito anche dei salentini.
Da stasera sarò in una Lecce blindata, e mi fermerò fino a martedì; per uno che non è mai stato a sud di Roma è un grosso passo avanti.

Quest'anno la bella stagione tarda ad arrivare, però dicono in giro che quando arriverà rimpiangeremo le fresche serate di questi giorni. Probabilmente sarà così, ma ad ognuno il suo mestiere, insomma! E' preciso dovere dell'estate, anzi della primavera inoltrata, portare il sole e le belle giornate, e mi pare che ancora questo non sia accaduto in questo balordo 2009. Ancora piove, cazzarola. Temporalini estivi, dicono. Ma ci prendono in giro, sono tutte menzogne, è un complotto della sinistra.
Oggi ho passato il pomeriggio al Pronto Soccorso di un grande ospedale. Corridoio pieno di gente dolorante, tossente, preoccupata. Mi fa sempre un'impressione strana trovarmi in questi ambienti. Guardo i malati e la gente che aspetta armata di codice bianco, o verde anche, e penso a come non mi piacerebbe lavorare in un posto così. Non è per me. Poi vedo le infermiere truccatissime, sorridenti, masticanti chewin-gums, con le Crocs ai piedi anziché gli obsoleti FlyFlot, e penso che là, nel turno di notte, dev'essere proprio un gran puterio.
Mi serve un materasso. Urgente. Il trasloco nella mia nuova dimora ha portato questa novità: letto matrimoniale anziché la vecchia amata piazza e mezzo, ok, ma quei cavolo di materassi singoli uniti, quelli in cui hanno dormito gli scienziati slovacchi, il Pilota, il Sintetico, Fulì e la Gattomunita sono di una scomodità impressionante. Eppure me l'avevano detto...
Coro corazon. Dopo il boom della Pergola il 26 Aprile, questo sabato abbiamo un concerto a Monghidoro, poi la settimana dopo un altro ancora. Poi niente. Del cd che abbiamo registrato non ho notizie: alcune indiscrezioni parlano di una probabile uscita appena dopo l'estate. Non so, mi pare di ricordare che l'anno scorso, di questi tempi, avevamo un sacco di impegni programmati. Sarà una strategia del maestro?

Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!
P.S. del giorno dopo: Buon 2009!
Il paese, la sera, non è più come un tempo, ma non lo dico sennò qualcuno poi mi accusa di comportarmi da vecchio. Però è così. Stasera in giro ho incontrato un sacco di gente che non vedevo da un sacco di tempo, ma di cui sono da poco diventato amico in Facebook. Avete presente quelle persone che per un certo periodo della vostra vita sono state importanti, con cui avete passato determinati momenti, con cui per qualche tempo avete creduto poteste essere amici e che consideravate tali ma che poi, per un motivo o un altro, avete perso di vista e non vi siete sentiti nè messi in contatto in nessun modo per anni ed anni, e poi è arrivato Facebook e allora tutto è cambiato? Ecco. Oggi in giro ho incontrato loro. Ed è stata una sorpresa a metà. Cioè: sapevo già quanto sono cambiate, come sono diventate, so addirittura chi sono i loro amici, dove vivono, che fanno, se sono single o no..ho anche visto le loro foto..ci siamo incontrati, salutati e detti che siamo amici in Facebook, e che Facebook è divertente, e che sta diventando una droga, e che in un paese piccolo come il nostro, da cui molti sono dovuti andare via, e io a Torino e tu a Bologna e con Facebook siamo di nuovo tutti in paese...
Intanto la sorpresa è stata a metà.
Prima domenica con l'ora nuova; ora non ricordo se legale o solare, comunque va bene uguale, l'abito non fa il monaco (ci sarà sicuramente un proverbio più adeguato, ma non essendo mio zio nè Pasquale Laricchia non mi è venuto in mente quello giusto). Dicevo: il primo giorno con l'ora nuova. Che io di solito la Domenica stò a letto fino a tardi, si sa, invece oggi ho fatto colazione alle nove e mezza, che è prestissimo, intendiamoci. A me quest'ora qua mi piace solo perchè mi ricorda l'inverno, e l'inverno per certi versi è molto bello, forse perchè ho un sacco di ricordi legati a cose avvenute nell'inverno, nel buio del tardo pomeriggio, in mezzo alle intemperie e al freddo pungente. Perchè quand'ero giovine, pischelletto insomma, tipo alle medie (e anche alle superiori) era un sacrilegio non uscire a farsi un giro nel tardo pomeriggio, prima di cena. Quindi anche se c'era l'uragano Andrew si usciva, e si raggiungeva il punto di incontro Uno. L'edicola. Il giornalaio era amico mio, quindi stavo là e sfogliavo pure i giornali a scrocca. Poi arrivava qualcun altro del gruppo e quando uno diceva "Andiamo a fare un giro" e si andava a fare un giro, ovvero si camminava fino alla piazza e si tornava indietro. Le vasche. A volte ci si fermava nella piazza, anche. Se pioveva? Si andava lo stesso verso la piazza, ma con l'ombrello, uno ogni due o tre persone. E se tirava il vento forte di quelli che rompevano l'ombrello? Vabbè è uguale. Se nevicava? Niente ombrello, sotto la neve. Se grandinava forte? Al primo portico disponibile. Però comunque si usciva, ma proprio che si andava fuori, ci si facevano gli anticorpi, mica come i bambini di ora che stanno a casa a giocare alla playstation, o a guardare Amici di Maria De Filippi (quelle sono cose che si fanno da grandi!!!) e appena mettono il naso fuori di casa gli piglia l'influenza! Eccheddiamine!