domenica, 25 ottobre 2009
Come mi capita ogni volta che decido di andare in quel locale, sono stato in quello di fronte.
E' che io ci vorrei anche andare, più che altro perchè lui mi ha invitato spesso e in realtà mi farebbe anche piacere, ma poi mi ci avvicino, vedo dalla vetrata la gente seduta a mangiare in quell'atmosfera un po' chic e un po' snob, i pochi quadri alle pareti, l'arredamento tra l'asettico e il minimalista, i bicchieri di vetro colorato. Poi è troppo silenzioso, a mio gusto, è possibile sentire il concerto degli intestini. Organizzano anche cose carine, invitano gente a presentare libri, artisti a fare piccole mostre, cantanti emergenti a fare dei piccoli concerti...ma c'è sempre un po' di puzza sotto il naso, quella ricerca smaniosa di voler essere intellettuali a tutti i costi. Eppure lui lo conosco bene: mi ricordo di una volta che all'uscita di scuola, al tempo delle elementari, si era sparsa la notizia di un'incontro chiarificatore tra lui e un altro compagnetto di classe, organizzato con tanto di orario e luogo, a cui partecipò praticamente tutto l'istituto, docenti esclusi. Se le diedero di santa ragione, pugni in pancia però, quelli che non lasciano il segno. Vabbè, mo' mi era venuto in mente questo episodio che non c'azzecca, però mi è venuto in mente, quindi l'ho scritto. Comunque, alla fine ieri sera sono arrivato là davanti al posto, ho guardato da fuori e poi non ci sono entrato. Ho attraversato la strada e sono andato in quello di fronte, garanzia di maggiore sobrietà.
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sabato, 24 ottobre 2009
Piove da tre giorni, tipo. Una pioggia continua, seria e incessante. Due palle. E io non ho ancora sostituito il tergilunotto della Clio, per dire. La pioggia è poetica, è vero, ma dipende dal contesto. La trovo poetica quando cammino la sera, al buio, sotto i portici (quindi al riparo) e sento il rumore. Mi piace anche sentirla quando sto sul letto nei pomeriggi domenicali all'insegna della fatiscenza più sfrenata. Mi piaceva anche ieri sera, mentre col coro cantavamo tra le lapidi del monumentale cimitero di Bologna, illuminato solo dalle candele, col freddo, il vapore che esce dalla bocca, le statue, il riverbero. Poi la pioggia è bella perchè mi ricordo quando a scuola studiavo La pioggia nel pineto di D'Annunzio, ma non perché mi piacesse D'Annunzio, ma perché quello era proprio un bel periodo, e mi ricordo quando coi miei compagni facevamo la parafrasi in versione moderna e rock delle poesie. Poi la pioggia è bella se ci fai amicizia, tipo come faceva Gene Kelly; confesso, io da piccolo ho rifatto quella scena, vicino a casa mia, bagnato fradicio a ballare e cantare Singin'in the rain con un ombrello (chiuso) in mano. La pioggia puo' anche essere divertente.
Mi sa che ha smesso.
sabato, 10 ottobre 2009
Si, lo so che Mercedes Sosa è morta da una settimana; ho avuto da fare. No, non è vero, in realtà non avevo voglia di scrivere: eppure ce ne sarebbero state di cose da commentare, tipo la storia del Lodo Alfano bocciato dalla consulta, il premier che da di matto, il nobel per la pace dato frettolosamente a Barack Obama, la positività di Cannavaro all'antidoping, le belle esibizioni di MarcoMengoni e ChiaraRanieri, la puntatona di Annozero sulla mafia, con Antonio Di Pietro e Massimo Ciancimino che fanno rivelazioni importanti. Ecco, insomma, so tutto. Mi sono tenuto informato come sempre. E ho fatto altro, tipo:
- sono andato dal dentista, o meglio dalla dentista; studio bellissimo, dalla sedia reclinata vedi un finestrone enorme che da sui campi della bassa bolognese. Lei sorride tantissimo, anche senza motivo apparente, forse solo perchè è una dentista, e di motivi per sorridere ce ne sarebbero.
- sono andato a mangiare al parco. A Bologna per qualche giorno è tornata la primavera; parco, cibo, pallone, frisbee, passeggiate, chitarra, teli sul prato, foto, chioschetto, torta. Bella giornata.
- ho cercato un paio di jeans, ma non li ho trovati. Non ho girato la città, intendiamoci, ma per com'è il mio rapporto coi negozi già girare un centro commerciale è sufficiente. Però urge l'acquisto, anche a causa del prossimo punto.
- la pancetta. Si, Mas ha la pancetta. Non era mai successo, e c'è da correre ai ripari immediatamente. Ma come?
- sono ancora in malattia per il tamponamento di qualche settimana fa, il mio medico dice che ne avrò fino almeno al 24 Ottobre, cioè ancora due settimane. In realtà ora sto bene, da lavoro non mi sono mai assentato, però il medico ci ha guadagnato i soldi per il certificato da presentare alla mia assicurazione. E' tutto un magna magna.
- sono stato all'Opera. La Bohème di Puccini, al Teatro Comunale. Platea, terza fila, posto centrale (praticamente perfetto). Il teatro l'avevo già visitato in occasione di un concerto del coro, quindi la maestosità che ti leva il fiato l'avevo già vissuta. L'Opera mi è piaciuta moltissimo; pensavo che vista la durata (due ore) mi sarei addormentato e mi avrebbero trovato sulla poltroncina con la bolla di muco che si gonfia da sotto la narice. Invece non è andata così. Sono rimasto colpito, anche considerando che era la prima volta in assoluto che vedevo un opera per intero (cioè, nemmeno in televisione...).
- 33. Gli anni di Cristo, direbbe la buonanima di Mike Bongiorno.
martedì, 11 agosto 2009

- Scoprire che una partitona a racchettoni-extreme sulla spiaggia, con tanto di salti e tuffi sulla sabbia, come se far cadere la pallina significasse morire, puo' ridurti in un ammasso dolorante di carne. Riprendere l'attività fisica.
- Guardarsi in uno specchio diverso da quello che si utilizza sempre puo' farci notare tantissime cose che ancora non sapevamo. Fare una visita dentistica.
- Io quando vado a vedere uno spettacolo, di qualsiasi tipo, mi immedesimo con qualcuno di quelli che si esibiscono. Anche l'altro giorno quando ho sentito Fresu. Imparare a suonare un cavolo di strumento!
- Andare alla presentazione di un libro alla biblioteca del tuo paese, per l'esattezza il primo libro di Bachisio Floris, papà di Giovanni, quello di Ballarò; una raccolta di racconti intitolata "Nuoro forever" puo' farti venire voglia di trovarti in storie così, come dire, familiari. Leggere autori sardi.
- Fare le analisi del sangue e scoprire che è molto meno impegnativo di quello che ti eri messo in testa. Controllarmi piu' spesso.

mercoledì, 05 agosto 2009
E poi arriva il momento di andare in ferie, come una liberazione, come la manna dal cielo, anche se a dir la verità, forse, dovrei gugòlare per sapere che è 'sta manna. In sardo manna vuol dire grande. Quindi io, dal cielo, aspetto qualcosa di grande. Indovinate dove vado? Ecco, bravi, avete indovinato, me ne vado in Sardegna. A casa mia, o per lo meno a quella che è stata casa mia fino a settotto anni fa. Una liberazione soprattutto a causa del mio lavoro che è diventato quasi insopportabile, pur essendo diminuito d'intensità.. il lavoro dico, non la sensazione di soffocamento quando ci sono dentro. E quindi starci lontano per un po' mi farà bene di certo. Sono contento perché andrò al mare, dove quest'anno sono stato davvero pochissimo, direi niente rispetto agli anni passati, e quindi devo recuperare. Sono contento di rivedere i miei, la mia famiglia, anche se forse è un momento un pochino delicato, perché dal cielo non arriva solo manna. Poi rivedrò i miei amici che, mentre io sono ancora in giro a fare gli aperitivini nelle librerie, le gite al fiume, a cantare in giro..loro stanno già mettendo sù famiglia, tutti sposati, a pensare a come arredare casa o come chiamare i pargoli. Io sempre in ritardo, leeento! Ma va bene così, per me sono loro in anticipo. E poi devo rivedere i miei posti: la casetta in campagna con l'orto davanti, teatro di tanterrime serate con gli amici; la strada verso la pineta, il chioschetto, il precipizio, la stradina rossa e quella verde, l'albero malato, il belvedere, le rocce e le pietre. E l'aria. Ma poi so anche che mi mancherà Bologna quando sarò là da tipo una settimana, come sempre accade. E quest'anno di più. Finisce sempre che io sembro un disadattato, uno che non sa dove fare l'uovo. Invece sono solo uno che lega coi posti, con le cose e con la gente che trova nella propria strada. Io mi affeziono.
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domenica, 02 agosto 2009

Ventinovesimo anniversario della strage della stazione.
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domenica, 19 luglio 2009
Sono iniziati mondiali di nuoto a Roma, e ieri c'è stata la cerimonia di inaugurazione. A me piacciono molto le cerimonie di inaugurazione. Ma quella di ieri secondo me è stata un po' deludente. Location: Stadio dei Marmi, un posto stupendo nel cuore di Roma. E' iniziata con Claudio Baglioni che cantava canzoni noiose, tra cui l'inno di questi Giochi da lui composto, dal titolo "Un solo mondo". A seguire c'è stato l'ingresso di un' emozionatissima Federica Pellegrini, abito scuro e tacchi alti, con in mano la bandiera italiana ammainata. Con gli occhi lucidi, la nuotatrice ha percorso il tortuoso tragitto (considerati i tacchi e la forte emozione) che la portava, con in sottofondo le note di "Casta Diva" cantata dalla Callas, alla consegna della bandiera ad un gruppo di sei militari che l'hanno spiegata e fissata sul palo dove poi è stata innalzata, con le note dell'inno nazionale suonato da una banda e cantato, tra gli altri, dal Presidente Napolitano, da Fini, Letta, Alemanno, la Meloni e altre personalità. Poi è iniziata la "storia" sull'acqua raccontata da un attore che lo spiegava ad una trentenne che nella finzione era una bambina (in questo frattempo c'è stata la breve apparizione della Marcuzzi a simboleggiare non ho capito bene cosa). C'è stato il tempo per le sirene volanti (si, perché le sirene prima erano metà donne e metà uccello, solo dopo sono diventate metà donna e metà pesce, lo sapevate? Io no), e per i ballerini bianchi. Bravi, per carità, ma esibizione un filo lunghetta. Bellissimo il momento di Giovanni Allevi che "ha suonato l'oceano"; tanto bravo quanto fuso, lui. Poi ancora monologo del tizio che spiega l'acqua alla bimba. Ad un certo punto sono entrate allo stadio dei marmi delle barche orribili, tipo di cartapesta trainate da un manipolo di forzuti, cosa che manco al carnevale del mio paese. Ogni barca aveva sopra due tizie che si dimenavano a caso e un grosso strumento musicale, a simboleggiare il suono delle onde... Poi c'è stato il momento di solidarietà rappresentato da Caterina Murino, portavoce dell'Amref, che ha spiegato che ad ognuna delle 65 medaglie d'oro sarà associato un pozzo che verrà costruito nel cuore dell'Africa e intitolato al vincitore di quella medaglia. Bella iniziativa. Poi c'è stato (sottofondo musicale affidato a Michael Jackson) l'ingresso delle migliaia di federazioni nazionali, non conoscevo un sacco di nazioni, mi ero perso il fatto che un'infinità di isolette minuscole fossero diventate indipendenti. Gran finale con l'ingresso della delegazione italiana, nutritissima (c'erano anche i tecnici, i massaggiatori, la mia vicina di casa, il parrucchiere della Pellegrini, lo zio di Rosolino e il cane di Filippo Magnini). Poi altre coreografie pressoché inutili..
Insomma, bei momenti con la Pellegrini commossa e Allevi al pianoforte, ma quelle cavolo di barche tremolanti e precarie hanno davvero rovinato (quasi) tutto.
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sabato, 20 giugno 2009

Andare ad una festa privata, dopo essersi cambiati in macchina, mettendo qualcosa di mediamente elegante. Colli bolognesi, zona inesplorata, quantomeno da me. Tratto a piedi, grande scalinata, poi un portone. Manipolo di persone benvestite e benpettinate che vorrebbero entrare ma non possono, perchè "da mezzora non entra più nessuno", dice il tizio della security. Tra lo sparuto gruppo di "mondani" c'è anche Stefano Bonaga, probabilmente alterato da qualcosa che non so, che pensa di poter entrare, ma non viene riconosciuto dal tizio alla porta, che lo respinge. Salvo poi chiamarlo dopo aver ricevuto una telefonata da chissà chi. Chiamo i miei amici che sono già dentro, spiegando che non ci fanno entrare, allora dopo poco arriva una ragazza che dice "Il signor Mas, fornitore, puo' entrare", allora ci fanno passare. La villa è imponente, dalle finestre del primo piano si intravede il soffitto affrescato. Sul retro della villa c'è un parco molto grande in cui sono stati allestiti dei gazebo/i bianchi che fungono da zone buffet, poi poco più avanti c'è un palco illuminato e della gente che ci balla sopra e davanti. A mettere la musica c'è Skin, magrissima, presissima dal suo compito della serata. Qua e là sul prato ci sono delle specie di materassi comodissimi, tipo puff ma più grandi. E là ho capito che non sono più il giaguaro di una volta.

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sabato, 20 giugno 2009

- Ho appurato che il mare del Salento è molto bello e pulito; devo ammettere che ero molto scettico e non credevo alle parole di chi me lo diceva, invece mi devo ricredere. Mea culpa.
- Lecce non sarà la Firenze del sud ma ha un che di poetico che non so spiegare, specialmente nelle viuzze strette del centro storico. Forse è una potenzialità poco sfruttata.
- Il cibo salentino, capitolo a parte. Taralli, frise, orecchiette. Ma soprattutto i turcinieddhi, ovvero l'esaltazione assoluta.
- La grotta Zinzulusa: una mezza delusione (ho visto di molto meglio), ma è bella la storia degli operai che ai primi del secolo scorso avevano lasciato la loro firma nelle pareti all'interno della grotta. Tipo Antonio 1906.
- Sostanzialmente sono stato bene, molto. Merito anche dei salentini.

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venerdì, 12 giugno 2009

Da stasera sarò in una Lecce blindata, e mi fermerò fino a martedì; per uno che non è mai stato a sud di Roma è un grosso passo avanti.

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lunedì, 08 giugno 2009
Esco di casa, vado a lavoro, come sempre assonnato e silenzioso. Scendo dalla macchina, chiudo la portiera, premo la chiave e si abbassano le sicure delle portiere. Poi cerco la chiave nella borsa, apro la porta, faccio le scale verso giù e mentre sto scendendo, con la mano dentro la borsa, cerco il badge. Timbro l'ingresso. Saluto i presenti. Dico "Caffè?" e vado verso la macchina del caffè. Preparo i soliti due deca e tre normali. Due chiacchiere. Scendo al piano interrato, direzione cesso. Esco, lavo le mani, risalgo e vado verso l'ufficio. Accendo il pc. Repubblica.it. Il PdL ha preso troppi voti pure stavolta. Guardo la posta. Esco. Prendo la macchina e, col mio collega musicista sardo, attraverso Bologna. "Secondo te Delbono ce la farà?". "A me farebbe piacere che BCL facesse qualcosa". "Si, vabbè". Alla fine le cose non vanno mai come vorresti che vadano, o perlomeno succede raramente o comunque parzialmente. "Quindi Berlusconi al 35% è una cosa andata bene parzialmente?". Non me la sento di dire questo, è andata comunque troppo bene per lui e la sua coalizione. "Beh, forse si, poteva anche sfondare il 40%, ma non è successo". Poi alla radio dicono che a Napoli, alle provinciali, il candidato del centrodestra è al 58%. Cinquantottopercento. "A Trinità D'Agultu, provincia di Olbia Tempio, Sardegna, la nostra Sardegna -quella che ha eletto Cappellacci e cacciato Renato Soru- dicevo, in questo paese del nord dell'Isola, la Lega ha avuto il 30.82% delle preferenze". Silenzio.


News:

Intanto Berlusconi fa il pieno di voti un po' in tutta Italia, raggiungendo 2milioni e settecentomila preferenze. Nella circoscrizione sud, dopo di lui -per numero di voti- c'è la showgirl ed ex-letteronza Barbara Matera, già battezzata "la nuova Mara Carfagna". Tra i sicuramente eletti anche Magdi Cristiano Allam, Sergio Cofferati, Mario Borghezio e David Sassoli. Non ce la fa il principe-ballerino di Savoia Emanuele Filiberto. Torna in campo anche Ciriaco De Mita e, udite udite, Clemente Mastella. Vecchie volpi. Nessun candidato sardo: da noi, i pochi che sono andati, hanno pensato bene di votare in massa il Premier. Mah.
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martedì, 05 maggio 2009
Quest'anno la bella stagione tarda ad arrivare, però dicono in giro che quando arriverà rimpiangeremo le fresche serate di questi giorni. Probabilmente sarà così, ma ad ognuno il suo mestiere, insomma! E' preciso dovere dell'estate, anzi della primavera inoltrata, portare il sole e le belle giornate, e mi pare che ancora questo non sia accaduto in questo balordo 2009. Ancora piove, cazzarola. Temporalini estivi, dicono. Ma ci prendono in giro, sono tutte menzogne, è un complotto della sinistra.

Oggi ho passato il pomeriggio al Pronto Soccorso di un grande ospedale. Corridoio pieno di gente dolorante, tossente, preoccupata. Mi fa sempre un'impressione strana trovarmi in questi ambienti. Guardo i malati e la gente che aspetta armata di codice bianco, o verde anche, e penso a come non mi piacerebbe lavorare in un posto così. Non è per me. Poi vedo le infermiere truccatissime, sorridenti, masticanti chewin-gums, con le Crocs ai piedi anziché gli obsoleti FlyFlot, e penso che là, nel turno di notte, dev'essere proprio un gran puterio.


Mi serve un materasso. Urgente. Il trasloco nella mia nuova dimora ha portato questa novità: letto matrimoniale anziché la vecchia amata piazza e mezzo, ok, ma quei cavolo di materassi singoli uniti, quelli in cui hanno dormito gli scienziati slovacchi, il Pilota, il Sintetico, Fulì e la Gattomunita sono di una scomodità impressionante. Eppure me l'avevano detto...


Coro corazon.  Dopo il boom della Pergola il 26 Aprile, questo sabato abbiamo un concerto a Monghidoro, poi la settimana dopo un altro ancora. Poi niente. Del cd che abbiamo registrato non ho notizie: alcune indiscrezioni parlano di una probabile uscita appena dopo l'estate. Non so, mi pare di ricordare che l'anno scorso, di questi tempi, avevamo un sacco di impegni programmati. Sarà una strategia del maestro?
martedì, 28 aprile 2009
Mentre il bel tempo qui a Bologna continua a farsi attendere, il mio buonumore è stranamente in controtendenza. Bel periodo insomma. Il 25 Aprile è stato all'insegna della zuppa, come ogni anno d'altronde, in una strada non lontana da casa organizzano questa giornata divertente in cui si va rigorosamente dotati di tazza e si assaggiano tutte le zuppe in gara. E ce ne sono di buonissime e altre meno, tipo una in cui vengono associati l'avocado e la cipolla. Il giorno successivo è stato quello del concerto con Ginevra Di Marco al teatro La Pergola. Beh, che dire, non poteva andare meglio credo. Innanzitutto il teatro: stupendo, profumava di antico, maestoso. E pieno! E' stato un concerto molto esaltante, ero meno emozionato rispetto all'anno scorso, e credo fosse lo stesso per il resto del coro, perché eravamo sostanzialmente più disinvolti. Il gradino Bella Ciao l'abbiamo superato alla grande, visto che l'ostacolo maggiore era nella prima parte (in cui canta solo la sezione dei tenori - una ragazza dopo il concerto mi ha detto "Bella responsabilità avete voi all'inizio di Bella Ciao..") e il maestro ha detto che l'abbiamo fatto bene. Praticamente è stato il primo dei bis, cantato a luci bassissime, con tutta quella gente in silenzio.. Brividi. Poi i saluti, alcuni coristi si sono fatti fotografare con Ginevra, qualche corista ha preferito immortalarsi accanto al batterista, e poi sul pullman e a casa. 3 di notte. Ieri non ho lavorato, per fortuna, ma è iniziata la fase di imbiancatura di alcune stanze di casa Mas.. ovvero in casa c'è un casino bestiale. Ma se mi giro e guardo il risultato devo dire che ne vale la pena; il mestiere dell'imbianchino, oltre ad essere rilassante per certi versi, dà anche molte soddisfazioni. Mi trasferirò nella camera di fronte, più grande, col parquet, più fresca in estate e più gelida in inverno. Ma nel mio buco non ci sto più. Qui ci verrà il nuovo coinquilino, che poi è un mio amico di vecchissima data nonché mio figlioccio, è del mio paese, ed è tornato dal Messico nemmeno un mese fa. Ecco, appunto.
mercoledì, 08 aprile 2009
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mercoledì, 04 marzo 2009
Sono arrivato dieci minuti in anticipo, armato di djembè, pensando di essere uno dei primi ad arrivare, invece ho trovato là un gruppone di persone che aspettavano che qualcuno aprisse il cancello e mi sono detto "Mah, sarà la paura di non riuscire ad entrare". Insomma poi siamo andati sotto un portico, camminato per qualche decina di metri e siamo arrivati all'edificio in cui avremo dovuto fare la prima sessione di registrazione. Nell'aria c'era un'atmosfera strana. Io sono arrivato e mi sono piazzato un po' defilato, che io quando vado in un posto che non conosco, un po' mi defilo, chè non voglio disturbare "quelli di casa". E guardavo gli altri. C'era qualcuno tranquillo come sempre, che  chiacchierava con qualcun altro pari requisiti. Poi c'erano quelli evidentemente tesi, come prima di un esame, o come quando stai nella sala d'attesa dopo aver fatto le analisi e aspetti il risultato. Qualche sparuto personaggio aveva un comportamento vicino all'isteria; strano modo di reagire ad una cosa nuova ma comunque positiva. Io, sempre defilato, e sempre djembèmunito, osservavo. Finchè non ci hanno detto di andare verso una stanza a poggiare i giubbotti e le cose, ed era la sala dove stanno tutti i mixer, i computer e gli aggeggi che servono a registrare, separata da un vetro dall'altra sala dove avremo dovuto cantare. C'erano un sacco di microfoni attorno ai quali ci siamo posizionati alla buona, cercando di tenere la posizione alla quale ci siamo abituati durante le prove e i concerti. Bassi tenori soprani contralti. Di fronte a noi, su un piccolo palchetto, c'era il maestro che di tanto in tanto comunicava con i tizi dietro a quel vetro attraverso un microfono e una cuffia, parlando di cose tecniche. Quando poi si partiva con la registrazione era vietaterrimo qualsiasi rumore, e in quella saletta si sentiva pure se deglutivi, se respiravi un po' più pesantemente o se ti grattavi la pancia, figuriamoci scartare le solite caramelline o tossire! E quindi è stato bello vedere gente che "internava" starnuti o gonfiava le guance e "tossiva dentro la bocca". Per non parlare dei rumori di stomaci affamati. Comunque c'era la coscienza, almeno da parte mia, di essere là per fare una cosa fica, che forse non pensavo che avrei mai potuto fare (in realtà ci ho pensato un sacco di volte). E questa cosa, almeno a me, ha dato la spinta per "responsabilizzarmi" in quello che stavo facendo. Chiaramente a modo mio. Ovvero pensando a tutte le scene di cantanti in studi di registrazione che avevo visto in passato, tipo i video di Mina che secondo me dentro allo studio di registrazione ci vive proprio, o Eros Ramazzotti che và sempre a incidere col cappellino in testa. Ma le immagini che mi sono passate per la testa, che più mi facevano pensare a noi, sono quelle delle squadre di calcio che registrano gli inutili et orribilis inni di squadra e il video con Stewie Wonder, Ray Charles, Lionel Richie, Tina Turner e Michael Jackson che cantano "We are the world" (tra l'altro NOI abbiamo sbagliato molto meno di lui!). Forse sono andato oltre, ora scendo.
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mercoledì, 18 febbraio 2009
Insomma pare che Bonolis abbia lavorato bene, almeno considerati gli ascolti. Pare che la serata sia andata bene, e che Benigni sia stato strepitoso. Pare che il Nessun Dorma cantato dalla Mina nazionale abbia colpito, e che i fuochi d'artificio preregistrati siano stati una fetecchia. Io ero in altre faccende affacendato quindi non ho potuto seguire la prima serata della Settimana Santa, ma ho sentito gli Afterhours stonare e darci dentro, e ho letto che Marco Carta si è comportato abbastanza bene. Hanno subito segato, oltre agli Afterhorus, la nostra cara Ivona Zanicchi e il cièocifà Tricarico, che però possono ancora sperare in un ripescaggio sul filo di lana. Intanto nei pomeriggi televisivi è tutto un pullulare di missitalie, gianfranchiagus, inviati vari appostati davanti all'Ariston e nelle stradine della città dei Fiori che lo circondano, a caccia di cantanti e/o i soliti personaggi che ruotano attorno a questa manifestazione. A questo proposito c'è un'assenza che spicca più delle altre: Mino, ci manchi!
mercoledì, 04 febbraio 2009
Soru






















Questa foto è stata scattata ieri sera all'incontro organizzato dal comitato spontaneo "Bologna x Soru", durante il quale Renato Soru ha incontrato i giovani (e non) sardi (e non)c he si trovano in "Continente" per studio o lavoro. La sala delle Scuderie di Piazza Verdi era gremita, tantissima gente, che attendeva il suo intervento, che è arrivato, diciamo non puntualissimo causa traffico autostradale, ma come un fiume in piena. C'era da rispondere a certe dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi, che lo ha definito fallito (probabilmente perchè ad una delle sue tante - soprattutto ultimamente, guarda caso - visite in Sardegna, il premier si è visto negare l'utilizzo di 4 -quattro!- auto blu), quindi Renato Soru era carico a pallettoni, come si suol dire. Ma sempre nella pacatezza che lo contraddistingue, quel suo essere poco chiacchierone che è tipico di noi sardi, senza annacquare il brodo, con poche e dirette parole.
Ha parlato delle tante inimicizie che si è guadagnato nei "ranghi alti" per aver dato un taglio netto agli sprechi del Palazzo della Regione (bonus, benefits, biglietti aerei, viaggi pagati, auto blu etc), delle tante associazioni di consulenza liquidate perchè fino a quel momento pagate profumatamente e del tutto inutili, delle Comunità montane cancellate etc. Del fatto che grazie a questi tagli il debito della Regione sia diminuito drasticamente.
Ha spiegato del fatto che la campagna elettorale in Sardegna la stia facendo lui in persona per il Centrosinistra e Silvio Berlusconi (e non il candidato Ugo Cappellacci) per il centrodestra; e la dice lunga il fatto che nelle schede elettorali che verranno utilizzate, così come nei manifesti ufficiali sparsi per l'Isola, ci sia da una parte il simbolo del centrosinistra con su scritto "Soru presidente" e dall'altra il simbolo azzurro con su scritto "Berlusconi presidente" (e non "Cappellacci presidente"). Silvio dovrebbe capire che per potersi candidare a Presidente della Sardegna dovrebbe prima dimettersi da Presidente del Consiglio, e poi prendersi la residenza in Sardegna (la Sardegna che dice di amare così tanto).
E che dire del fatto che utlimamente in Sardegna ci sia un viavai di ministri che non si era mai visto? Tutti pronti a risolvere i problemi dei sardi, a fare promesse come quelle che erano state fatte anche agli abruzzesi. Ci stanno prendendo in giro, e il problema è che in tanti ci cascano.
Con Soru la Sardegna è migliorata (prima di lui non si sapeva nemmeno cosa fosse l'adsl, la raccolta differenziata, il digitale terrestre; prima di lui potevi costruirti la casa a pochi metri dalla spiaggia; fregandotene dell'impatto ambientale; prima di lui potevi essere anche il migliore della scuola e nessuno ti riconosceva questo merito; prima di lui nessuno aveva l'incentivo per andare a fare un master fuori e poi tornare e sfruttare le conoscenze acquisite - Master and back).
Lui sta visitando i paesi più isolati, quelli più in difficoltà, ed è arrivato anche dai sardi che sono fuori dall'Isola. E' di lui che NON parla mai la principale televisione della Sardegna, e NON scrive niente il principale quotidiano sardo. Perchè?
Perchè la Campagna elettorale deve essere fatta da Berlusconi e non da Cappellacci, di cui la gente non sa niente e quasi non conosce la sua voce, ma che quando arrivano insieme nei paesi bisogna farsi trovare al meglio, mettere a posto il tombino rotto, chiudere le strade al misero traffico che potrebbero avere e abbassare le serrande di determinati bar forse troppo "paesani"?
Perchè?
La Sardegna si deve accorgere di cosa sta accadendo, ne va del nostro futuro. Meglio Soru.
mercoledì, 31 dicembre 2008

Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!

P.S. del giorno dopo: Buon 2009!

mercoledì, 24 dicembre 2008

Il paese, la sera, non è più come un tempo, ma non lo dico sennò qualcuno poi mi accusa di comportarmi da vecchio. Però è così. Stasera in giro ho incontrato un sacco di gente che non vedevo da un sacco di tempo, ma di cui sono da poco diventato amico in Facebook. Avete presente quelle persone che per un certo periodo della vostra vita sono state importanti, con cui avete passato determinati momenti, con cui per qualche tempo avete creduto poteste essere amici e che consideravate tali ma che poi, per un motivo o un altro, avete perso di vista e non vi siete sentiti nè messi in contatto in nessun modo per anni ed anni, e poi è arrivato Facebook e allora tutto è cambiato? Ecco. Oggi in giro ho incontrato loro. Ed è stata una sorpresa a metà. Cioè: sapevo già quanto sono cambiate, come sono diventate, so addirittura chi sono i loro amici, dove vivono, che fanno, se sono single o no..ho anche visto le loro foto..ci siamo incontrati, salutati e detti che siamo amici in Facebook, e che Facebook è divertente, e che sta diventando una droga, e che in un paese piccolo come il nostro, da cui molti sono dovuti andare via, e io a Torino e tu a Bologna e con Facebook siamo di nuovo tutti in paese...
Intanto la sorpresa è stata a metà.

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domenica, 26 ottobre 2008

Prima domenica con l'ora nuova; ora non ricordo se legale o solare, comunque va bene uguale, l'abito non fa il monaco (ci sarà sicuramente un proverbio più adeguato, ma non essendo mio zio nè Pasquale Laricchia non mi è venuto in mente quello giusto). Dicevo: il primo giorno con l'ora nuova. Che io di solito la Domenica stò a letto fino a tardi, si sa, invece oggi ho fatto colazione alle nove e mezza, che è prestissimo, intendiamoci. A me quest'ora qua mi piace solo perchè mi ricorda l'inverno, e l'inverno per certi versi è molto bello, forse perchè ho un sacco di ricordi legati a cose avvenute nell'inverno, nel buio del tardo pomeriggio, in mezzo alle intemperie e al freddo pungente. Perchè quand'ero giovine, pischelletto insomma, tipo alle medie (e anche alle superiori) era un sacrilegio non uscire a farsi un giro nel tardo pomeriggio, prima di cena. Quindi anche se c'era l'uragano Andrew si usciva, e si raggiungeva il punto di incontro Uno. L'edicola. Il giornalaio era amico mio, quindi stavo là e sfogliavo pure i giornali a scrocca. Poi arrivava qualcun altro del gruppo e quando uno diceva "Andiamo a fare un giro" e si andava a fare un giro, ovvero si camminava fino alla piazza e si tornava indietro. Le vasche. A volte ci si fermava nella piazza, anche. Se pioveva? Si andava lo stesso verso la piazza, ma con l'ombrello, uno ogni due o tre persone. E se tirava il vento forte di quelli che rompevano l'ombrello? Vabbè è uguale. Se nevicava? Niente ombrello, sotto la neve. Se grandinava forte? Al primo portico disponibile. Però comunque si usciva, ma proprio che si andava fuori, ci si facevano gli anticorpi, mica come i bambini di ora che stanno a casa a giocare alla playstation, o a guardare Amici di Maria De Filippi (quelle sono cose che si fanno da grandi!!!) e appena mettono il naso fuori di casa gli piglia l'influenza! Eccheddiamine!

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