domenica, 25 ottobre 2009
Come mi capita ogni volta che decido di andare in quel locale, sono stato in quello di fronte.
E' che io ci vorrei anche andare, più che altro perchè lui mi ha invitato spesso e in realtà mi farebbe anche piacere, ma poi mi ci avvicino, vedo dalla vetrata la gente seduta a mangiare in quell'atmosfera un po' chic e un po' snob, i pochi quadri alle pareti, l'arredamento tra l'asettico e il minimalista, i bicchieri di vetro colorato. Poi è troppo silenzioso, a mio gusto, è possibile sentire il concerto degli intestini. Organizzano anche cose carine, invitano gente a presentare libri, artisti a fare piccole mostre, cantanti emergenti a fare dei piccoli concerti...ma c'è sempre un po' di puzza sotto il naso, quella ricerca smaniosa di voler essere intellettuali a tutti i costi. Eppure lui lo conosco bene: mi ricordo di una volta che all'uscita di scuola, al tempo delle elementari, si era sparsa la notizia di un'incontro chiarificatore tra lui e un altro compagnetto di classe, organizzato con tanto di orario e luogo, a cui partecipò praticamente tutto l'istituto, docenti esclusi. Se le diedero di santa ragione, pugni in pancia però, quelli che non lasciano il segno. Vabbè, mo' mi era venuto in mente questo episodio che non c'azzecca, però mi è venuto in mente, quindi l'ho scritto. Comunque, alla fine ieri sera sono arrivato là davanti al posto, ho guardato da fuori e poi non ci sono entrato. Ho attraversato la strada e sono andato in quello di fronte, garanzia di maggiore sobrietà.
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sabato, 24 ottobre 2009
Piove da tre giorni, tipo. Una pioggia continua, seria e incessante. Due palle. E io non ho ancora sostituito il tergilunotto della Clio, per dire. La pioggia è poetica, è vero, ma dipende dal contesto. La trovo poetica quando cammino la sera, al buio, sotto i portici (quindi al riparo) e sento il rumore. Mi piace anche sentirla quando sto sul letto nei pomeriggi domenicali all'insegna della fatiscenza più sfrenata. Mi piaceva anche ieri sera, mentre col coro cantavamo tra le lapidi del monumentale cimitero di Bologna, illuminato solo dalle candele, col freddo, il vapore che esce dalla bocca, le statue, il riverbero. Poi la pioggia è bella perchè mi ricordo quando a scuola studiavo La pioggia nel pineto di D'Annunzio, ma non perché mi piacesse D'Annunzio, ma perché quello era proprio un bel periodo, e mi ricordo quando coi miei compagni facevamo la parafrasi in versione moderna e rock delle poesie. Poi la pioggia è bella se ci fai amicizia, tipo come faceva Gene Kelly; confesso, io da piccolo ho rifatto quella scena, vicino a casa mia, bagnato fradicio a ballare e cantare Singin'in the rain con un ombrello (chiuso) in mano. La pioggia puo' anche essere divertente.
Mi sa che ha smesso.
mercoledì, 14 ottobre 2009
Questi giorni io sto andando a piedi. La macchina è in carrozzeria per rifarsi il culetto nuovo dopo la botta di un mese fa, e quindi io ci vado a piedi, ai posti. A lavoro, per esempio. Questa mattina faceva freddissimo, tipo Dicembre, e io sono andato a lavoro a piedi. Sciarpina, cappellino e passo svelto. Sì, svelto, ma mi pareva di camminare storto, con la spalla sinistra leggermente sbilanciata in avanti. Forse sto perdendo l'abitudine di camminare. Poca gente, in giro, alle sei e mezzo. Ma qualcuno c'era: era la gente del mattino. Quelli che io non incontro quasi mai. Studentelli alla fermata della corriera, lavoratori assonnati, anziani arzilli che si sfregano le mani. Il fruttivendolo che sistemava la frutta dentro alle cassette, il tabaccaio Mario che quando mi ha visto passare mi ha detto "Ehi Maaaax, che è successo??", e il tizio della pasticceria-bar che metteva in vetrina tutti i cornetti appena sfornati. E il profumo. Ho guardato l'orologio e mi son detto "Ma sì...". Ho ordinato il latte macchiato e dalla vetrinetta ho preso  il cornetto alla crema con la granella di zucchero sopra, tipo il buondì. Mi sono pure seduto e ho sfogliato il Carlino, mentre il tizio al banco canticchiava Bandiera bianca. Di mattina esiste anche la vita tranquilla. Io di solito la mattina corro. Ma non che vado a fare jogging, io corro proprio, vado di fretta. Tutto per dormire una manciata di minuti in più. Oggi ho scoperto che il gioco non vale la candela.
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sabato, 10 ottobre 2009
Si, lo so che Mercedes Sosa è morta da una settimana; ho avuto da fare. No, non è vero, in realtà non avevo voglia di scrivere: eppure ce ne sarebbero state di cose da commentare, tipo la storia del Lodo Alfano bocciato dalla consulta, il premier che da di matto, il nobel per la pace dato frettolosamente a Barack Obama, la positività di Cannavaro all'antidoping, le belle esibizioni di MarcoMengoni e ChiaraRanieri, la puntatona di Annozero sulla mafia, con Antonio Di Pietro e Massimo Ciancimino che fanno rivelazioni importanti. Ecco, insomma, so tutto. Mi sono tenuto informato come sempre. E ho fatto altro, tipo:
- sono andato dal dentista, o meglio dalla dentista; studio bellissimo, dalla sedia reclinata vedi un finestrone enorme che da sui campi della bassa bolognese. Lei sorride tantissimo, anche senza motivo apparente, forse solo perchè è una dentista, e di motivi per sorridere ce ne sarebbero.
- sono andato a mangiare al parco. A Bologna per qualche giorno è tornata la primavera; parco, cibo, pallone, frisbee, passeggiate, chitarra, teli sul prato, foto, chioschetto, torta. Bella giornata.
- ho cercato un paio di jeans, ma non li ho trovati. Non ho girato la città, intendiamoci, ma per com'è il mio rapporto coi negozi già girare un centro commerciale è sufficiente. Però urge l'acquisto, anche a causa del prossimo punto.
- la pancetta. Si, Mas ha la pancetta. Non era mai successo, e c'è da correre ai ripari immediatamente. Ma come?
- sono ancora in malattia per il tamponamento di qualche settimana fa, il mio medico dice che ne avrò fino almeno al 24 Ottobre, cioè ancora due settimane. In realtà ora sto bene, da lavoro non mi sono mai assentato, però il medico ci ha guadagnato i soldi per il certificato da presentare alla mia assicurazione. E' tutto un magna magna.
- sono stato all'Opera. La Bohème di Puccini, al Teatro Comunale. Platea, terza fila, posto centrale (praticamente perfetto). Il teatro l'avevo già visitato in occasione di un concerto del coro, quindi la maestosità che ti leva il fiato l'avevo già vissuta. L'Opera mi è piaciuta moltissimo; pensavo che vista la durata (due ore) mi sarei addormentato e mi avrebbero trovato sulla poltroncina con la bolla di muco che si gonfia da sotto la narice. Invece non è andata così. Sono rimasto colpito, anche considerando che era la prima volta in assoluto che vedevo un opera per intero (cioè, nemmeno in televisione...).
- 33. Gli anni di Cristo, direbbe la buonanima di Mike Bongiorno.
martedì, 15 settembre 2009
Ero andato pochi giorni fa dal meccanico, ed ora ero tutto contento per i miei nuovi freni, che non sono nemmeno ancora del tutto rodati. Bene. Oggi, tornando da lavoro, nel solito tragitto che faccio quando lavoro , è successo il fattaccio. Sottofondo dei Beatles. Semaforo rosso, macchine in coda che rallentano, tutte, fino a me. Quello dietro di me, con la Punto bianca, non rallenta, anzi. Bum. Il giornaletto preso dai clochard vola dal cruscotto al sedile, senza scomporsi più di tanto. Io faccio un movimento col collo che nemmeno Don Lurio quando cantava "Testa Spalla baby". Accosto, anche lui accosta. Ha sui 60 anni, benvestito, sulla portiera della sua auto c'è un marchio di una ditta edile molto nota in città, che chiameremo "Edil X" per convenzione. E lui era proprio il signor X. "Mi è sfuggito il piede dal freno. Il fango...il cantiere...". Guardiamo i danni (dalla botta che ho preso pensavo molto peggio, ma questo non l'ho detto), comunque il cofano non si apre più. Parlottiamo un po', le auto che passano rallentano per appurare anche loro i nostri danni, e alla fine lui mi passa la sua segretaria. "Si, mi chiamo Mas. Esatto. La macchina è una Clio. Targa etc etc, il mio numero è...". Concordiamo di non tirar fuori Cid e tutto il resto, lui pagherà tutto, mi ha già fissato l'appuntamento col suo carrozzaio. Mi lascia il suo numero di cellulare e quello dell'ufficio, che tra l'altro è nella stessa via dove abito, a pochi passi. Lo terrò d'occhio. E ci salutiamo.
Forse sarà un po' meno complicato di quella volta.
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venerdì, 04 settembre 2009
Chi vuol esser più precario?
Oggi in ufficio, solite chiacchiere tra colleghi, a discutere di ore, di contratti, di azienda del piffero per cui lavoriamo e cose del genere; ad un certo punto la chiacchiera è diventata una specie di gara a chi era messo peggio, tipo "Io ho l'ennesimo contratto trimestrale...", oppure "E' da 3 anni che lavoro in questo posto è ancora non ho avuto l'indeterminato...", o anche "Ancora con il 5° livello, ma qui non si avanza mai?" , e via di seguito a lamentarci di straordinari non pagati, permessi da elemosinare, ferie quando vogliono loro etc.

Caccia all'invalidità!
Sempre oggi, in ufficio. Qualche giorno fa ha iniziato a lavorare un ragazzo nuovo, del quale a parte il nome, il cognome e la provenienza, sappiamo solo che fa parte delle categorie protette; poi l'abbiamo visto e, così alla vista, pare sia tutto ok.  Quindi è partito il toto-invalidità, che non vi dico dove ha portato. Va bene, siamo idioti, hanno l'invalidità anche i cardiopatici e i diabetici, ma si faceva per parlare. E tra di noi c'era un cardiopatico e un diabetico.

Se più bravo di un ragazzino di merda?
Questo è il più tosto. Perché dove lavoro io a volte capita che si avvicinano i ragazzini, ma i ragazzini quelli cattivi, che ti fanno imbestialire, e quindi ci piace definirli così, come il titolo del quiz. Ma lo scopo del gioco è, dopo aver malmenato e allontanato il ragazzino, cercare di emularlo coi tuoi colleghi, rendendoti più insopportabile possibile, fino a farti cacciar via a calci nel sedere.
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venerdì, 28 agosto 2009
Punto Uno: le vacanze in Sardegna. Belle, sempre impegnato a prendere il sole, a mangiare le cose buone, a annaffiare l'orto, a bere al chioschetto, a far visita ai neonati, a chiacchierare con gli amici, a fare le passeggiate in paese, ad accompagnare chiunque dovunque, tanto di tempo ce n'è.  E con una connessione internet tanto lenta da farti desistere dal prendere nessun tipo di iniziativa simile a "scrivere un post nel Masblog". Avrei potuto incontrare lei o lui, se fossi stato motorizzato, ma non era così, purtroppo. Belle vacanze, tranquille. Sono stato bene.
Punto Due: il ritorno a Bologna. Me lo aspettavo peggio, visto che veniva dopo una vacanza così serena e bella. Il primo giorno ho preso un permesso da lavoro, utile per la decompressione, non potevo subito rientrare in quel posto, come passare dall'idromassaggio tiepido a un tuffo nelle acque dell'Artico.  Ci sono tornato il giorno seguente, per un afterhour da paura, visto che il mio lavoro arretrato era rimasto là, bello accumulato, ad aspettarmi. Odio quel posto.
Punto Tre: la forma fisica. In Sardegna ho mangiato davvero tantissimo, senza ritegno. Colazione abbondante coi biscotti fatti in casa e il miele. Pranzo chettelodicoaffà, da stare tramortiti per le due ore successive. Merenda (immancabile quando sono a casa dei miei) che spaziava dal pistoccu e Nutella al panino allo speck, dalla quintalata di pereCoscia al caffelatte tiepido. Cena idem come il pranzo, cosa che nella mia Vita Reale non accade quasi mai. E zucchine, tante tante tante zucchine (al secondo posto a pari merito si classificano le melanzane, i cetrioli, i peperoni, i pomodori e i meloni). Ora praticamente rotolo.
Punto Tre/Bis: dovrei andare in palestra. La teoria di quest'anno è che non voglio fare pesi, ma voglio fare allenamento come ai floridi tempi in cui il Mas sportivo faceva anni di taekwondo, ma senza fare taekwondo. Cioè: vorrei fare quel tipo di allenamento -riscaldamento, potenziamento, stretching- senza la parte dopo, ovvero schiaffoni e calci in testa. Mi hanno detto che le lezioni di Kickboxing di solito sono suddivise in quel modo, devo informarmi.
martedì, 11 agosto 2009

- Scoprire che una partitona a racchettoni-extreme sulla spiaggia, con tanto di salti e tuffi sulla sabbia, come se far cadere la pallina significasse morire, puo' ridurti in un ammasso dolorante di carne. Riprendere l'attività fisica.
- Guardarsi in uno specchio diverso da quello che si utilizza sempre puo' farci notare tantissime cose che ancora non sapevamo. Fare una visita dentistica.
- Io quando vado a vedere uno spettacolo, di qualsiasi tipo, mi immedesimo con qualcuno di quelli che si esibiscono. Anche l'altro giorno quando ho sentito Fresu. Imparare a suonare un cavolo di strumento!
- Andare alla presentazione di un libro alla biblioteca del tuo paese, per l'esattezza il primo libro di Bachisio Floris, papà di Giovanni, quello di Ballarò; una raccolta di racconti intitolata "Nuoro forever" puo' farti venire voglia di trovarti in storie così, come dire, familiari. Leggere autori sardi.
- Fare le analisi del sangue e scoprire che è molto meno impegnativo di quello che ti eri messo in testa. Controllarmi piu' spesso.

sabato, 08 agosto 2009

Il primo risveglio dopo la prima notte nella mia vecchia casa è bellissimo. Mi sveglio attivo e riposato. Sarà la temperatura abbastanza fresca, sarà il letto, il silenzio, l'assenza di umidità e di zanzare..ma io ogni volta, la prima mattina in casa mia è così. Poi mi alzo e vado su al secondo piano per prepararmi la colazione. Di solito in mansarda c'è mio padre che sta seduto sulla sua poltrona, e mia madre non c'è perché è andata a fare spesa, o a fare una puntura a qualcuno, o sta chiacchierando con qualche vicina, o è alla posta, se di Domenica in chiesa. Anche oggi è andata così.
"Ciao bà.." dico io.
"Ciao. Ma perchè ti sei alzato così presto?"
"Come presto.. Sono quasi le dieci."
E allora cerco il latte, cerco il caffè, lo zucchero...metto nel microonde a riscaldare e poi mi siedo. La colazione a casa mia è intoccabile, io adoro la colazione a casa mia. Ma non per altro, perché qui ho il tempo di farla, mentre quando lavoro non mi levo nessun minuto di sonno per fare colazione, quindi salto e prendo un caffè a lavoro. Invece qui, in vacanza, ho il tempo di fare tutto. Di solito mia mamma ha fatto i biscotti, le gallettine, quindi nel latte ci inzuppo quelle.
Poi chiamo, o mi chiama, qualche amico per dirmi di andare con lui. Io non so nemmeno dove, ma ci vado. Quando sono qui sembra che non c'è mai nientre da fare, invece alla fine sto sempre in giro e poco in casa, e arrivo agli ultimi giorni delle ferie che ai miei amici dico sempre "No, dai, ora sto un po' a casa coi miei, ché non li ho visti niente..".
La sera, quando si sta in paese, si va tutti al chiosco. Quest'anno al chioschetto mi sembra ci sia meno gente; hanno aggiunto due grossi gazebo bianchi, e sotto ci hanno attaccato due grosse luci al neon, che fanno una forte luce bianca. A me non piace questa novità. Prima i tavolini stavano quasi in penombra, tra gli alberi, con qualche lampadina qua e là, la ghiaia sotto i piedi..ora c'è troppa luce. Al chiosco poi si incontrano le persone del paese che non vedi da tanto e allora si avvicinano e le saluti. Ieri ho salutato una mia coetanea che è diventata grassissima, e mi ci sono pure fatto una foto insieme, e una ragazza, anche lei grassissima, con cui l'anno scorso ho fatto da scrutatore per le elezioni (quelle in cui qualcuno aspettava l'exploit del neonato PD).
Poi si va a nanna, ieri intorno all'una e mezzo. Nemmeno troppo presto.
Ora sono in camera mia, è mattina e la finestra è aperta così entra un pò di arietta, e da fuori si sentono le campane della chiesa che suonano a festa, e i clacson delle macchine che fanno il carosello per le vie del paese.
Chissà chi si è sposato..

giovedì, 30 luglio 2009

Io la mattina arrivo a lavoro con gli occhi ancora mezzo chiusi. E non parlo. Non dico buongiorno, faccio un cenno con la testa. Le ragazze delle pulizie oramai sono abituate e mi rispondono anche loro con lo stesso cenno. Poi ci facciamo il caffè insieme e forse due parole iniziano a venir fuori, ma non sempre. Dopo un po' arriva una collega che la mattina è sempre tutta pimpante e allegra. Lei è così, la mattina sta bene, e si sente piena di energia, non lo so come possa succedere una cosa del genere. E quindi lei arriva e già da lontano la senti che si sta avvicinando, e pensi "Nooohooo", mentre nel frattempo inizi a posizionare un tappo virtuale nelle tue orecchie. "Parla con meeee, parlami di teeee...". Oggi cantava la canzone di Eros Ramazzotti, giusto per aumentare il fastidio mio e del mio collega. Che poi lei ha un tono di voce che è paragonabile al clacson di un tir in coda sull'autostrada del sole. Piano piano arriva all'ufficio in cui siamo noi, e col suo marcato accento cubano ci saluta dicendo "Ciaaao tesssoriiin...", noi rispondiamo sorridenti ma a bassa voce come a volerle suggerire di abbassarla anche lei, ci prendiamo il nostro bacio del buongiorno e di seguito le sue confidenze sulla sua attività sessuale del giorno precedente. Che sono quasi sempre simili, comunque, ma è diventato quasi un rito mattutino il fatto che ce le racconti. Riempendole di colori e fuochi d'artificio, come dire. Alla fine ridiamo anche.

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martedì, 21 luglio 2009
Posso dire di stare, fisicamente, come uno straccio o, che so, una tavola da surf. Bloccato. Sarà il tempo, sarà il finestrino aperto, sarà l'aria condizionata a lavoro...sarà quello che volete, ma il vostro povero Mas è costretto a stare immobile come un palo, un armadio, un che cazzarola ne so! E non venite a dirmi che sto invecchiando e tutte quelle cavolate, perché allora vi rispondo che a me la schiena mi si blocca da tempo immemore, tipo dalle superiori, almeno una volta al biennio deve farlo. Ieri mi faceva male la caviglia, così, senza aver preso storte o cose del genere..e camminavo zoppo e mi parevo Jack Nicholson in Shining, solo che non avevo l'ascia in mano. Oggi invece sono andato a lavoro tranquillo, ancora un po' zoppicante ma, pensavo, aaaah sto decisamente meglio. A metà mattina il fattaccio. Il dolorino al collo e alla spalla piano piano è diventato un dolorone, proprio oggi che tutti avevano bisogno del mio supporto e della mia presenza fisica. Tipo i poliziotti: tentato scippo davanti a dove lavoro, mi chiamano per chiedermi se le nostre telecamere là fuori sono vere, e se possono avere le registrazioni. E quindi vado fuori, vado dentro, rivado fuori, ritorno dentro, caldo-freddo, caldo-freddo-caldo. Fino al blocco totale, mi faceva male anche respirare, in alcuni momenti fare i normali movimenti era diventato una specie di tortura che mi faceva vedere un piccolo fulmine davanti ai miei occhi, non una semplice scossa, proprio un fulmine! Alcuni colleghi vedendomi in quello stato robotico non riuscivano a non sghignazzare, e io non potevo prendermela perché sono sicuro che avrei fatto la stessa cosa. E' stato orribile guidare per tornare a casa..e proprio oggi in mezzo al traffico ho affiancato un'auto con 3 miei amici all'interno, e non potevo voltarmi normalmente a salutarli..loro pieni di entusiasmo e io impedito e dolorante...ho dovuto mandargli un sms per spiegargli la situazione. Tornato a casa, sudato ma alleviato dal calore del sole, ho fatto una doccia bollente tenendo il getto dell'acqua sul punto più colpito e dopo ho messo la Voltaren, Santa Voltaren, e San Niflam (che mi ha portato la mia collega a lavoro), che almeno ora mi fanno respirare un po'.
Comunque questa coreografia mi viene abbastanza bene ora.
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lunedì, 13 luglio 2009
Da un po' di tempo, qualche mese, la situazione in casa Mas si è decisamente stabilizzata. Dopo il Pilota e gli Scienziati Slovacchi venne il periodo "buio" dei ragazzotti siculi (il Sintetico e Fulì) durante il quale io e la Cantante non sapevamo più che pesci prendere. Poi la Cantante si fidanzò e decise di traslocare in un nido d'amore qui vicino, allora pensai che da solo no, non ce l'avrei fatta a sopportarli ancora. Dopo di loro arrivò la Gattomunita con Ugo al seguito, e quasi contemporanemente arrivò pure uno dei miei due attuali coinquilini, ovvero Sminkio.

Sminkio: che dire di lui che non sia già comprensibile dal suo nome. E' un quasi quarantenne con tante manie e altrettante fobie. Dei ragni, tipo. O del gas. Una delle prime cose che ha comprato per la casa è stata l'accendigas, perché lui col semplice accendino teme per la propria incolumità. E' romagnolo e di sinistra, legge l'Unità. Fa l'amministratore condominiale e la sera si mette sul divano, mangia uno yogurt e guarda uno dei suoi dvd della serie americana "The OC". Sminkio è buono buono, ma a volte, mentre gli parli, anche se stai rispondendo ad una sua precisa domanda, lui si distrae, pensa ad altro, è palesemente scocciato, quasi sbuffa. Sminkio ha paura di essere invadente, ed è paradossale: si mette problemi a chiedere certe cose normalissime e non fa una grinza quando deve domandarti cose allucinanti. Sminkio non sa fare le pulizie, ma almeno ci prova, e comunque è molto rispettoso. Una volta mi ha chiesto "Ma tu coi ragni che fai, li ammazzi?". Un'altra volta voleva chiamare il padrone di casa perché era convinto che nella sua finestra ci fosse un nido di ragni. Gli ho subito fatto cambiare idea.

Pelle: Pelle è in casa da non molto, ma è la persona con cui affittai questo appartamento, con cui cercai e alla fine trovai questa sistemazione. Solo che lui dopo qualche tempo dovette lasciarlo e andare via da Bologna. Lui è del mio stesso paesello, ci conosciamo e siamo amici da sempre, sono pure suo padrino, anche se lui è più grande di me. E' una delle persone a cui tengo di più in assoluto e con cui ho condiviso un sacco di esperienze, tipo i mesi londinesi, l'esperienza di lavoro a Monaco di Baviera, le stagioni estive in Trentino e in Sardegna, mille capodanni e mille pasquette. Ci siamo sentiti qualche mese fa, dopo il suo ritorno dal Messico; lui non sapeva che fare e io ero disperato perché avevo una camera libera e non trovavo nessuno a cui affittarla. Abbiamo solo fatto due più due.
Ora in casa si mangia di nuovo insieme, si sta in salotto, nel balcone c'è il basilico e in caso di temporale improvviso qualcuno ti chiude la finestra. Sì, la situazione è decisamente più stabile, in casa Mas.
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sabato, 20 giugno 2009

Andare ad una festa privata, dopo essersi cambiati in macchina, mettendo qualcosa di mediamente elegante. Colli bolognesi, zona inesplorata, quantomeno da me. Tratto a piedi, grande scalinata, poi un portone. Manipolo di persone benvestite e benpettinate che vorrebbero entrare ma non possono, perchè "da mezzora non entra più nessuno", dice il tizio della security. Tra lo sparuto gruppo di "mondani" c'è anche Stefano Bonaga, probabilmente alterato da qualcosa che non so, che pensa di poter entrare, ma non viene riconosciuto dal tizio alla porta, che lo respinge. Salvo poi chiamarlo dopo aver ricevuto una telefonata da chissà chi. Chiamo i miei amici che sono già dentro, spiegando che non ci fanno entrare, allora dopo poco arriva una ragazza che dice "Il signor Mas, fornitore, puo' entrare", allora ci fanno passare. La villa è imponente, dalle finestre del primo piano si intravede il soffitto affrescato. Sul retro della villa c'è un parco molto grande in cui sono stati allestiti dei gazebo/i bianchi che fungono da zone buffet, poi poco più avanti c'è un palco illuminato e della gente che ci balla sopra e davanti. A mettere la musica c'è Skin, magrissima, presissima dal suo compito della serata. Qua e là sul prato ci sono delle specie di materassi comodissimi, tipo puff ma più grandi. E là ho capito che non sono più il giaguaro di una volta.

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martedì, 05 maggio 2009
Quest'anno la bella stagione tarda ad arrivare, però dicono in giro che quando arriverà rimpiangeremo le fresche serate di questi giorni. Probabilmente sarà così, ma ad ognuno il suo mestiere, insomma! E' preciso dovere dell'estate, anzi della primavera inoltrata, portare il sole e le belle giornate, e mi pare che ancora questo non sia accaduto in questo balordo 2009. Ancora piove, cazzarola. Temporalini estivi, dicono. Ma ci prendono in giro, sono tutte menzogne, è un complotto della sinistra.

Oggi ho passato il pomeriggio al Pronto Soccorso di un grande ospedale. Corridoio pieno di gente dolorante, tossente, preoccupata. Mi fa sempre un'impressione strana trovarmi in questi ambienti. Guardo i malati e la gente che aspetta armata di codice bianco, o verde anche, e penso a come non mi piacerebbe lavorare in un posto così. Non è per me. Poi vedo le infermiere truccatissime, sorridenti, masticanti chewin-gums, con le Crocs ai piedi anziché gli obsoleti FlyFlot, e penso che là, nel turno di notte, dev'essere proprio un gran puterio.


Mi serve un materasso. Urgente. Il trasloco nella mia nuova dimora ha portato questa novità: letto matrimoniale anziché la vecchia amata piazza e mezzo, ok, ma quei cavolo di materassi singoli uniti, quelli in cui hanno dormito gli scienziati slovacchi, il Pilota, il Sintetico, Fulì e la Gattomunita sono di una scomodità impressionante. Eppure me l'avevano detto...


Coro corazon.  Dopo il boom della Pergola il 26 Aprile, questo sabato abbiamo un concerto a Monghidoro, poi la settimana dopo un altro ancora. Poi niente. Del cd che abbiamo registrato non ho notizie: alcune indiscrezioni parlano di una probabile uscita appena dopo l'estate. Non so, mi pare di ricordare che l'anno scorso, di questi tempi, avevamo un sacco di impegni programmati. Sarà una strategia del maestro?
martedì, 28 aprile 2009
Mentre il bel tempo qui a Bologna continua a farsi attendere, il mio buonumore è stranamente in controtendenza. Bel periodo insomma. Il 25 Aprile è stato all'insegna della zuppa, come ogni anno d'altronde, in una strada non lontana da casa organizzano questa giornata divertente in cui si va rigorosamente dotati di tazza e si assaggiano tutte le zuppe in gara. E ce ne sono di buonissime e altre meno, tipo una in cui vengono associati l'avocado e la cipolla. Il giorno successivo è stato quello del concerto con Ginevra Di Marco al teatro La Pergola. Beh, che dire, non poteva andare meglio credo. Innanzitutto il teatro: stupendo, profumava di antico, maestoso. E pieno! E' stato un concerto molto esaltante, ero meno emozionato rispetto all'anno scorso, e credo fosse lo stesso per il resto del coro, perché eravamo sostanzialmente più disinvolti. Il gradino Bella Ciao l'abbiamo superato alla grande, visto che l'ostacolo maggiore era nella prima parte (in cui canta solo la sezione dei tenori - una ragazza dopo il concerto mi ha detto "Bella responsabilità avete voi all'inizio di Bella Ciao..") e il maestro ha detto che l'abbiamo fatto bene. Praticamente è stato il primo dei bis, cantato a luci bassissime, con tutta quella gente in silenzio.. Brividi. Poi i saluti, alcuni coristi si sono fatti fotografare con Ginevra, qualche corista ha preferito immortalarsi accanto al batterista, e poi sul pullman e a casa. 3 di notte. Ieri non ho lavorato, per fortuna, ma è iniziata la fase di imbiancatura di alcune stanze di casa Mas.. ovvero in casa c'è un casino bestiale. Ma se mi giro e guardo il risultato devo dire che ne vale la pena; il mestiere dell'imbianchino, oltre ad essere rilassante per certi versi, dà anche molte soddisfazioni. Mi trasferirò nella camera di fronte, più grande, col parquet, più fresca in estate e più gelida in inverno. Ma nel mio buco non ci sto più. Qui ci verrà il nuovo coinquilino, che poi è un mio amico di vecchissima data nonché mio figlioccio, è del mio paese, ed è tornato dal Messico nemmeno un mese fa. Ecco, appunto.
lunedì, 26 gennaio 2009
Oggi si è insediato il nuovo coinquilino di casa Mas, e se devo trovare un aggettivo per definirlo dopo queste poche ore mi viene il classico dei classici: Tranquillo.
Quando è arrivato in casa ero al telefono col mio (ex) capo in crisi mistico-professionale, quindi gli ho solo fatto un gesto come a dire Fa come se fossi a casa tua, che poi è così.
Poi dopo abbiamo parlato un po' di cose pratiche, le cose di casa, tipo la spesa in comune, i ripiani e gli scompartimenti. Poi, dopo, mi ha spiegato che lavoro fa. Poi mi ha parlato di che lavoro faceva. Poi di cosa faceva ancora prima. Ha fondato un cineclub. Là mi si è accesa una lampadina e mi sono ricordato del corso di cinema che ho fatto qualche anno fa, in cui abbiamo rifatto Marnie di Hitchcock, e ognuno aveva il proprio ruolo nella troupe, io facevo il video del backstage, e c'era un tizio, il tecnico luci, che ricordo che mi disse che aveva fondato un cineclub. Pensa che coincidenza!, ho pensato. Nella mia vita ho conosciuto due persone che nella loro vita hanno fondato un cineclub. Ho pensato che era proprio un caso strano. Poi ho capito che il cineclub era lo stesso, e là la coincidenza si è sestuplicata ma nello stesso tempo si è affievolito il mio orgoglio per aver conosciuto due persone che avevano in comune l'aver fondato un cineclub, visto che il cineclub era lo stesso.
Cioè 'sti due hanno fondato il cineclub insieme.
Allora abbiamo parlato molto di cinema, e lui vedendo i miei dvd mi ha chiesto di Lars Von Trier. Io non ho visto Idioti, lui non ha visto Dancer in the dark.
Poi siamo passati alle serie televisive, e lui mi ha detto che sta seguendo il consiglio di Aldo Grasso e ha iniziato a vedere The OC. Io l'ho guardato storto, anche considerata la sua vicinanza agli anta, dicendo che avevo visto la prima puntata e che mi ricordo la rissa col biondino che le prendeva, ma che poi la mia OC-experience era finita.
Insomma dai, l'aggettivo giusto è Tranquillo. E mò mi leggo la Buona Maestra, vediamo se Aldo Grasso riesce a convincermi.
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domenica, 04 gennaio 2009

E' un momentaccio, un momento di transizione che non finisce mai.
Mi lascio indietro una vita in casa a cui mi ero abituato nonostante tutto, con Cantante e Siculotti, e silenzi e attese. Ora in casa c'è la Gattomunita, ancora senza gatto, con cui piano piano cerco di legare e condividere. L'altra camera è ancora vuota, e questo non è bello, considerato che i giorni che passano sono direttamente proporzionali al mio portafogli che si svuota.
(Aggiornamento dal RealityMas: è venuto a vederla un tizio, sardo, che la lascerebbe ad Aprile - ora bisogna decidere se fare che si e poi trovarsi allo stesso punto tra 4 mesi, o fare che no e rischiare di pagare il mese intero di tasca mia).
A lavoro ci vado per inerzia: ho perso ogni interesse per quel posto, per quella azienda che mi ha fatto incontrare tante persone che poi sono diventate miei amici, per poi portarmeli via senza dare possibilità di scelta. Non mi va più, sono arrivato al limite.
A tutto questo aggiungerei il fatto che sono ancora senza auto, perchè con le vacanze di mezzo e tutto il resto, con la motorizzazione chiusa e i tempi di consegna del mio libretto allungaterrimi, tutto si è protratto fino ad oggi, anzi, se tutto va bene, almeno fino al prossimo fine settimana. Aggiungete un freddo micidiale, che per uno abituato a girare ben poco a piedi è deleterio.
Speriamo che passi presto, tutto.

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mercoledì, 31 dicembre 2008

Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!

P.S. del giorno dopo: Buon 2009!

sabato, 06 dicembre 2008

E io che mi pavoneggiavo dichiarando ai quattro venti che in sei anni bolognesi non avevo mai preso una multa, in una città che almeno in questo è davvero generosa (una multicina non si nega a nessuno, tra varchi z.t.l. Sirio, telecamere Rita e cose varie..).
Poi è arrivata la prima: mentre andavo ad una piadinata tra coristi, la mia macchina è stata fotografata in una zona off limits, di Domenica (mi è servito a scoprire che SOLO il Sabato posso passare di là senza correre rischi). E già con questa ero a posto, potevo smettere di vantarmi.
Invece poi ne è arrivata un'altra: transito in corsia preferenziale, dopo mezzanotte. E sono due..e vabbè, mandiamo giù il boccone.
Ieri notte, due di notte, sono stato fermato da una poliziotta armata di paletta e cono luminoso, accompagnata da uno stuolo di ausiliari in tuta mimetica che in quattro e quattrotto mi hanno fatto: accostare, prendere la patente e la carta di circolazione, soffiare in un coso nero da lontano, senza poggiare le labbra, e fatto salire su un camper.
Mi hanno fatto accomodare su un divanetto, nel camper, e un poliziotto scriveva in una cartellina che nella parte inferiore aveva appiccicato un adesivo col logo di Stranamore. "Ora facciamo l'alcool test. L'ha mai fatto?". "No, è la mia prima volta", dico io. Mi spiegano cosa devo fare, mi danno un pezzetto di plastica da applicare alla fine di un tubo e mi dicono di soffiare forte. Io soffio, piano. Mi dicono che va bene, che il massimo è 0.50, e io (nonostante due birre medie e due amari del Capo) sono arrivato solo a 0.30. Tiro un sospiro di sollievo. La tipa inizia a compilare un foglio coi miei dati, poi apre il libretto di circolazione e mi dice "Ha la revisione scaduta". Nooooo, penso io, ma non lo dico. Leggo "Scadenza il 31/10/2008", e penso Cazzo, è solo un mese, e lo dico, senza la parolaccia. Ma niente, sono inflessibili. Mi ritirano il libretto e mi multano, 148 euri. Mannaggia, penso io, e sospiro. Penso a perchè sono passato di là, che c'è pure il Motorshow là dietro ed ogni anno è così, perchè perchèèè.Ora devo attendere tutta una trafila del tipo: loro inviano il libretto alla Motorizzazione, io vado alla Motorizzazione (inutile telefonare, bisogna andarci live) e chiedo se è arrivato. Se sì posso prenotare la revisione, e poi tornare nel giorno indicato per farla. Sperando che passi. E sperando che tutto avvenga in tempi brevi, per lo meno prima che io parta per le ferie.
A volte la vita.. Tre multe in un mese.
E mò come ci vado alle prove del coro? E al concerto di Mercoledì sera?

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giovedì, 04 dicembre 2008

E' successo che ho dato l'appuntamento a due persone allo stesso orario, per sbaglio. Mi ricordavo di aver detto ad una alle 18:30 ed all'altra alle 19, invece in realtà avevo detto a tutte e due alle 19. E così, mentre ero in cucina che sfogliavo il volantino con le offerte del supermercato pensando che quella mi aveva tirato il pacco senza avvisarmi, suona il campanello. Apro il portone di giù senza chiedere chi è, perchè tanto lo sapevo che era lei, ed esco sulle scale a gridare "Primo piano!". Vedo due teste salire  le scale, due teste molto simili, tra l'altro, e anche i giubbotti sono simili. Penso che forse si è fatta accompagnare da un'amica. Dopo le guardo interdetto e loro mi rispondono esprimendo la stessa interdizione. Là capisco tutto, l'arcano viene svelato. Non si conoscono.
Faccio da Cicerone mostrando le bellezze di casa Mas, fino ad arrivare alle camere interessate alla questione, in una delle quali parliamo per una ventina di minuti, che detto tra noi, è tantissimo. Una fa l'estetista, è di origine pugliese ma vive da dieci anni qui, e ha un gatto poco peloso e poco rompiballe, a suo dire. L'altra è modenese, non ho capito che lavoro fa e mi è sembrata un po' dubbiosa, al contrario dell'estetista che era strasoddisfatta e si trasferirebbe anche stasera! Io ho solo chiarito di non aver nessun problema nell'avere un gatto in casa, soprattutto dopo che lei me l'ha descritto come un gatto che non miagola, non tira fuori le unghie, non raschia i mobili nè il parquet, non piscia sul divano e non caga sotto i mobili. Le ho chiesto se è sicura che non sia un semplice peluche, mi ha detto di si.
Mi ha convinto e le ho detto che va bene, che ci risentiamo per i dettagli. L'altra mi ha detto che mi farà sapere lei entro domani. Ora le cose sono due: o mi dice di sì pure quest'altra e allora siamo a posto, a parte il fatto che ci rimetterò un po' di soldi visto che lei comunque si trasferirebbe il 15 di Gennaio, oppure mi dice di no e allora mi sarò infilato in un guaio perchè dovrò dire alle altre persone che verranno a vedere la casa che, oltre a noi in casa, c'è pure un simpatico micino di carattere amorfo.

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