domenica, 25 ottobre 2009
Come mi capita ogni volta che decido di andare in quel locale, sono stato in quello di fronte.
E' che io ci vorrei anche andare, più che altro perchè lui mi ha invitato spesso e in realtà mi farebbe anche piacere, ma poi mi ci avvicino, vedo dalla vetrata la gente seduta a mangiare in quell'atmosfera un po' chic e un po' snob, i pochi quadri alle pareti, l'arredamento tra l'asettico e il minimalista, i bicchieri di vetro colorato. Poi è troppo silenzioso, a mio gusto, è possibile sentire il concerto degli intestini. Organizzano anche cose carine, invitano gente a presentare libri, artisti a fare piccole mostre, cantanti emergenti a fare dei piccoli concerti...ma c'è sempre un po' di puzza sotto il naso, quella ricerca smaniosa di voler essere intellettuali a tutti i costi. Eppure lui lo conosco bene: mi ricordo di una volta che all'uscita di scuola, al tempo delle elementari, si era sparsa la notizia di un'incontro chiarificatore tra lui e un altro compagnetto di classe, organizzato con tanto di orario e luogo, a cui partecipò praticamente tutto l'istituto, docenti esclusi. Se le diedero di santa ragione, pugni in pancia però, quelli che non lasciano il segno. Vabbè, mo' mi era venuto in mente questo episodio che non c'azzecca, però mi è venuto in mente, quindi l'ho scritto. Comunque, alla fine ieri sera sono arrivato là davanti al posto, ho guardato da fuori e poi non ci sono entrato. Ho attraversato la strada e sono andato in quello di fronte, garanzia di maggiore sobrietà.
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sabato, 24 ottobre 2009
Piove da tre giorni, tipo. Una pioggia continua, seria e incessante. Due palle. E io non ho ancora sostituito il tergilunotto della Clio, per dire. La pioggia è poetica, è vero, ma dipende dal contesto. La trovo poetica quando cammino la sera, al buio, sotto i portici (quindi al riparo) e sento il rumore. Mi piace anche sentirla quando sto sul letto nei pomeriggi domenicali all'insegna della fatiscenza più sfrenata. Mi piaceva anche ieri sera, mentre col coro cantavamo tra le lapidi del monumentale cimitero di Bologna, illuminato solo dalle candele, col freddo, il vapore che esce dalla bocca, le statue, il riverbero. Poi la pioggia è bella perchè mi ricordo quando a scuola studiavo La pioggia nel pineto di D'Annunzio, ma non perché mi piacesse D'Annunzio, ma perché quello era proprio un bel periodo, e mi ricordo quando coi miei compagni facevamo la parafrasi in versione moderna e rock delle poesie. Poi la pioggia è bella se ci fai amicizia, tipo come faceva Gene Kelly; confesso, io da piccolo ho rifatto quella scena, vicino a casa mia, bagnato fradicio a ballare e cantare Singin'in the rain con un ombrello (chiuso) in mano. La pioggia puo' anche essere divertente.
Mi sa che ha smesso.
mercoledì, 23 settembre 2009
Due volte alla settimana vado a lavoro molto presto, e quando accade il risveglio è sempre traumatico, tipo che sto sognando che devo andare a trovare questa mia amica delle superiori, che non la vedo da dieci anni e non so perché devo andare a trovarla, chissà che mi deve dire, e poi perché abita a Cagliari? Non si era trasferita su al Nord, sposata e affigliata e cose del genere? Che ci fa a Cagliari? E soprattutto: perché sta a casa di mia sorella? Boh, lo scoprirò quando la incontro, devo solo arrivare a casa di mia sorella, lei non so perché, ma sta là. E casa di mia sorella non è così lontana dai, è laggiù. Ma per arrivarci devo attraversare strade strettissime che devo spostarmi per far passare le automibili, che sfrecciano perché in fondo siamo a Cagliari, e poi c'è lo strapiombo, ma uno strapiombo spaventoso, non posso andare tranquillo, qui c'è da avere paura, allora inizio a camminare terrorizzato, tremo dalla pa- TI TI TI. La sveglia. cavolo devo andare a lavoro presto oggi. Ma chissà cosa voleva dirmi la mia compagna delle superiori, casa di mia sorella è laggiù, posso arrivarci, oramai manca poco. Allora posticipo la sceglia di 7 minuti, giusto il tempo di arrivare da lei e sentire cosa ha da dirmi, vedere anche che faccia ha dopo tutto questo tempo. Mi riaddormento, e dopo qualche secondo sono già sotto casa Tua. Che mito! Tutte le difficoltà della strada me le sono lasciate dietro, o sono scomparse. Suono, mi apre. Apro il portone, atrio enorme, scale stranissime, tipo a chiocciola ma con degli spazi molto ampi tra un gradino e l'altro, tipo che devi saltare nel vuoto, e fa paura, merda se fa paura. Ma ce la posso fare. Salti lunghi, atterraggi leggeri, sembra quasi che abbia le ali. Riesco a planare delicatamente sui gradini. Mi stupisco di me stesso e mi sembra una sensazione stupenda. Volare, o quasi. E arrivo alla porta di casa di mia sorella. E' aperta, ma poggiata. Ho un po' di paura. Avvicino la mano per spingerla, la apro lentamente, penso cavolo ora saprò finalmente quello che mi deve dire e po- TI TI TI. Di nuovo la sveglia. Sono passati i 7 minuti, ora non posso più, devo andare a lavoro presto oggi, rischio di fare tardi. Mi alzo.
E poi il sogno si puo' interrompere
una volta sola.

(non stupitevi se ho messo il tag "viaggi")
(ringrazio il caro amico tieffemme. Così, a priori)

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domenica, 20 settembre 2009
Due icone del cinema mondiale raggiungono la soglia dei 75 anni, in splendida forma.
 
Brigitte Bardot (Parigi, 22 Settembre 1934), Sophia Loren (Roma, 20 Settembre 1934)
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mercoledì, 02 settembre 2009
c'è questa novità che la gente mi fa notare che io sono uno che non crede a quello che gli viene detto. Me l'avevano già detto nei giorni scorsi in maniera categorica e inflessibile, lasciandomi praticamente tramortito sotto un portico del centro di Bologna, e io poi i giorni successivi a pensare "Si, cavolo, è vero, non mi fido più della gente", cercare di arrivare alla base di questa cosa. Perchè? Per colpa di quel tradimento e di quell'altro ancora, mi dico. Ma poi ad un certo punto questa cosa dovrebbe finire e io dovrei fidarmi di chi me lo dice in tutte le lingue del mondo. Oggi è successo di nuovo, a lavoro. "Mas, ma perché non credi a quello che ti dico? Tu non credi mai agli altri...". Che cosa brutta, mica lo faccio per cattiveria, è solo che forse devo superare certe cose, e il problema è che devo farlo da solo, chiaramente... Ma poi vedo cose, sento  anche gente che mi dice il solito proverbio Fidarsi è bene eccetera eccetera..e sono punto e a capo. Dovrei imparare a valutare. L'avevo già imparato, veramente, ma poi me l'hanno fatto disimparare. Mi tocca rimettermi sotto e applicarmi.
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lunedì, 31 agosto 2009
Ieri la Rai ha mandato in onda, in prima serata, il film "Sister Act", con la bravissima Whoopy Goldberg. E questa non è una notizia, visto che accade almeno due/tre volte l'anno da circa diciassette anni, ovvero era la seimilionesima volta che passava in tv. E anche ieri ha fatto più ascolto di tutti, cosa che accade praticamente quasi sempre. Idem con patate se viene mandato in onda il capitolo secondo, quello in cui Suor Maria Claretta ha a che fare con la classe di scalmanati capitanati da Lauryn Hill ex dei Fugees. Ovvero un film-garanzia, un film ormai ridotto a tappabuchi, che porta sempre a casa il suo risultato.
Ora io mi chiedo: ma visto che vengono fatti sequel di ogni schifezza che ci sia in circolazione, perché a nessuno viene in mente di farlo di "Sister Act" ? Eppure di soggetti ce ne sarebbero a bizzeffe. E che dire della Goldberg,  praticamente disoccupata da un sacco di tempo nonostante la sua, secondo me, incredibile bravura. Costretta per questo motivo ad annunciare, qualche anno fa, il suo ritiro dalle scene ("Essere una nera intellettuale con un cognome ebreo alla fine mi ha fregato"), dopo anni di strepitosi successi (ha vinto praticamente tutti i premi possibili, Oscar incluso). Ha fatto film come Ghost e Il colore Viola.
Io certe cose non le capisco.
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sabato, 08 agosto 2009

Il primo risveglio dopo la prima notte nella mia vecchia casa è bellissimo. Mi sveglio attivo e riposato. Sarà la temperatura abbastanza fresca, sarà il letto, il silenzio, l'assenza di umidità e di zanzare..ma io ogni volta, la prima mattina in casa mia è così. Poi mi alzo e vado su al secondo piano per prepararmi la colazione. Di solito in mansarda c'è mio padre che sta seduto sulla sua poltrona, e mia madre non c'è perché è andata a fare spesa, o a fare una puntura a qualcuno, o sta chiacchierando con qualche vicina, o è alla posta, se di Domenica in chiesa. Anche oggi è andata così.
"Ciao bà.." dico io.
"Ciao. Ma perchè ti sei alzato così presto?"
"Come presto.. Sono quasi le dieci."
E allora cerco il latte, cerco il caffè, lo zucchero...metto nel microonde a riscaldare e poi mi siedo. La colazione a casa mia è intoccabile, io adoro la colazione a casa mia. Ma non per altro, perché qui ho il tempo di farla, mentre quando lavoro non mi levo nessun minuto di sonno per fare colazione, quindi salto e prendo un caffè a lavoro. Invece qui, in vacanza, ho il tempo di fare tutto. Di solito mia mamma ha fatto i biscotti, le gallettine, quindi nel latte ci inzuppo quelle.
Poi chiamo, o mi chiama, qualche amico per dirmi di andare con lui. Io non so nemmeno dove, ma ci vado. Quando sono qui sembra che non c'è mai nientre da fare, invece alla fine sto sempre in giro e poco in casa, e arrivo agli ultimi giorni delle ferie che ai miei amici dico sempre "No, dai, ora sto un po' a casa coi miei, ché non li ho visti niente..".
La sera, quando si sta in paese, si va tutti al chiosco. Quest'anno al chioschetto mi sembra ci sia meno gente; hanno aggiunto due grossi gazebo bianchi, e sotto ci hanno attaccato due grosse luci al neon, che fanno una forte luce bianca. A me non piace questa novità. Prima i tavolini stavano quasi in penombra, tra gli alberi, con qualche lampadina qua e là, la ghiaia sotto i piedi..ora c'è troppa luce. Al chiosco poi si incontrano le persone del paese che non vedi da tanto e allora si avvicinano e le saluti. Ieri ho salutato una mia coetanea che è diventata grassissima, e mi ci sono pure fatto una foto insieme, e una ragazza, anche lei grassissima, con cui l'anno scorso ho fatto da scrutatore per le elezioni (quelle in cui qualcuno aspettava l'exploit del neonato PD).
Poi si va a nanna, ieri intorno all'una e mezzo. Nemmeno troppo presto.
Ora sono in camera mia, è mattina e la finestra è aperta così entra un pò di arietta, e da fuori si sentono le campane della chiesa che suonano a festa, e i clacson delle macchine che fanno il carosello per le vie del paese.
Chissà chi si è sposato..

mercoledì, 05 agosto 2009
E poi arriva il momento di andare in ferie, come una liberazione, come la manna dal cielo, anche se a dir la verità, forse, dovrei gugòlare per sapere che è 'sta manna. In sardo manna vuol dire grande. Quindi io, dal cielo, aspetto qualcosa di grande. Indovinate dove vado? Ecco, bravi, avete indovinato, me ne vado in Sardegna. A casa mia, o per lo meno a quella che è stata casa mia fino a settotto anni fa. Una liberazione soprattutto a causa del mio lavoro che è diventato quasi insopportabile, pur essendo diminuito d'intensità.. il lavoro dico, non la sensazione di soffocamento quando ci sono dentro. E quindi starci lontano per un po' mi farà bene di certo. Sono contento perché andrò al mare, dove quest'anno sono stato davvero pochissimo, direi niente rispetto agli anni passati, e quindi devo recuperare. Sono contento di rivedere i miei, la mia famiglia, anche se forse è un momento un pochino delicato, perché dal cielo non arriva solo manna. Poi rivedrò i miei amici che, mentre io sono ancora in giro a fare gli aperitivini nelle librerie, le gite al fiume, a cantare in giro..loro stanno già mettendo sù famiglia, tutti sposati, a pensare a come arredare casa o come chiamare i pargoli. Io sempre in ritardo, leeento! Ma va bene così, per me sono loro in anticipo. E poi devo rivedere i miei posti: la casetta in campagna con l'orto davanti, teatro di tanterrime serate con gli amici; la strada verso la pineta, il chioschetto, il precipizio, la stradina rossa e quella verde, l'albero malato, il belvedere, le rocce e le pietre. E l'aria. Ma poi so anche che mi mancherà Bologna quando sarò là da tipo una settimana, come sempre accade. E quest'anno di più. Finisce sempre che io sembro un disadattato, uno che non sa dove fare l'uovo. Invece sono solo uno che lega coi posti, con le cose e con la gente che trova nella propria strada. Io mi affeziono.
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domenica, 02 agosto 2009

Ventinovesimo anniversario della strage della stazione.
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mercoledì, 29 luglio 2009

Il grande Jack Nicholson è raddoppiato.
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sabato, 27 giugno 2009

"E' morto Michael Jackson".
"Noo..non ci credo sarà sicuramente una bufala..".
"No no, sta su tutti i siti internet".
"Non è possibile, Michael Jackson è immortale".
La prima reazione è di incredulità, poi una volta presa coscienza che è successo veramente, ci si interroga, si rivedono le sequenze. Il mito vivente non c'è più, stroncato da un infarto a soli 50 anni. L'età di Madonna e di Prince, solo che loro sono ancora là, a dire di non riuscire a smettere di piangere per la scomparsa del loro collega coetaneo. Subito su facebook sono stati create centinaia di gruppi per ricordarlo, alcuni anche di pessimo gusto ("Un pedofilo in meno, ciao ciao Michael Jackson"), forum, mail, siti, blog..tutti a riportare la notizia, tutti ad affollarli di messaggi di cordoglio e di ricordo. Io non ero un suo fan accanito, in realtà non lo sono di nessuno, ma avevo i suoi cd, lo ascoltavo, mi piace. L'ho sempre considerato un grande a prescindere da tutto, dalla sua vita privata, dal fatto che si è fatto sbiancare per pura pazzia, dalle storie sulla pedofilia e i bambini nella reggia di Neverland. Io stavo dalla sua parte, sperando che un giorno sarebbe tornato alla grande, come prima e più di prima. Invece non è accaduto. Non c'è stato il tempo. Quando mia sorella si sposò le chiesi, come bomboniera, la cassetta di "History", che poi ascoltai a ripetizione fino allo sfinimento. Ricordo i primi periodi in cui guardavo Mtv, e Jacko era sempre presente in classifica, prima con "Scream" (duetto con la sorella Janet "Cleo Hewitt"), "You are not alone" e poi "Earth song" e ancora "They don't care about us". L'attesa per i suoi video sempre spettacolari, in contemporanea con le voci sempre più insistenti sulla sua vita privata. Che poi ha preso il sopravvento su quella pubblica: matrimoni concordati, figli con nomi particolari, le leggende sulla sua salute, la teca di vetro, la scimmietta, il parco giochi.
Pazzo, controverso..ma un grande, carismatico, pieno di talento, un vero animale da palcoscenico. Ora ci rimangono solo i dubbi, i misteri sulla sua morte, le vicende legali che ne susseguiranno, il funerale in mondovisione, gli "amici" a piangerlo, i paragoni con altri miti del passato, insomma, tutto quello che sappiamo.
Ciao Michael.

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venerdì, 26 giugno 2009

Il Re del pop è morto poche ore fa.
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mercoledì, 10 giugno 2009
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venerdì, 05 giugno 2009
Doveva arrivare la telefonata che diceva "A Mas, vedi che Maldini se n'è annato da un bel pezzo, lo aggiorniamo o no il blog?", per darmi lo stimolo per tornare in questi lidi e lasciare traccia di me, come se se ne sentisse la mancanza. In effetti credo che il Masblog stia vivendo (abbia vissuto) il suo più grosso periodo di down, e se dovessi trovare un motivo per questa specie di pausa non dichiarata che mi sono preso, direi che forse è perché è diminuito il tempo, ma subito dopo mi direi di non dire baggianate, che il tempo ce l'ho, che quella che mi manca è la voglia. Forse è vero. Però dopo quella frase sentita al telefono ho sentito la mancanza. Di cosa, non lo so, ma sta di fatto che ora sono qui. Ancora qui, a scrivere il mio seicentoottantottesimo post. Ho anche rifatto il solito giretto dai miei blog-amici, che -chi più chi meno- ci sono sempre. Sarà la vita reale che ha preso il sopravvento, sarà colpa di facebook che un po' di lavoro al blog glielo ha levato (come quando al mio paese aprirono il grosso supermercato di due piani e tantissimi negozietti di alimentari dovettero piegarsi alla dura concorrenza..). Ora sono qui, vediamo come va.
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domenica, 24 maggio 2009

Il capitano del Milan lascia il calcio.
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martedì, 19 maggio 2009
I/Le transessuali. Io mi ricordo quando la prima volta ho sentito questa parola: ero piccolo. Ed era una parola lunga e difficile, che quasi sicuramente non potevo ripetere perché conteneva l'altra parola indicibile, ovvero "sessuale". Non mi ricordo, forse sarò stato novenne. Poi avevo cercato nel dizionario, esattamente come mi era successo poco tempo prima per la parola "profilattico", perché dopo averlo chiesto a mia sorella non ero abbastanza soddisfatto della sua "fumosa" spiegazione. E trovavo definizioni tipo "preservativo" o "anticoncezionale", ovvero il vuoto assoluto; era impossibile capirci qualcosa. Poi crescendo, piano piano, ho imparato. Ma i transessuali al mio paese non c'erano, figuriamoci, e in quel periodo non si vedevano tantissimo nemmeno nei giornali o nelle tv, quindi per me erano un'idea, un'immagine un po' personale e costruita. Tipo, quando è diventata famosa Eva Robin's (che Wikipedia definisce "attore e showman italiano") io mi chiedevo come diavolo potesse accadere una cosa del genere; cioè, l'ermafroditismo..e mi chiedevo: "Ma come ce l'avrà?". Poi un giorno ero a Cagliari in un negozietto e ho visto queste due: alte, spalle grosse, piazzate, voce da uomo, trucco pesantissimo, minigonna. Mi sa che era la prima volta che le vedevo da vicino, e sarò stato forse tipo ventenne, avevo già il pizzetto. Le guardavo: il loro atteggiamento, i loro movimenti, la loro postura, il loro modo di parlare. E continuavo a guardarle. Finché una delle due non si è accorta, mi ha guardato per un attimo, e io ho fatto finta di cercare qualcosa negli scaffali. Poi mi sono messo in fila alla cassa, una fila discretamente lunga, forse ero quinto. Ad un certo punto una delle due transessuali mi passa accanto, fissandomi, e mi da una spallata. Io non dico niente, sentendomi comunque nel torto per averle fissate a lungo. Dopo mi si è avvicinata l'altra, quella più alta e più piazzata, e con una voce simile a quella di Mario Biondi, il tono minaccioso e un forte accento cagliaritano mi ha detto: "Ti rifaccio il pizzetto. Completamente!".
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lunedì, 04 maggio 2009
Inger Nilsson compie 50 anni. Auguri.
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giovedì, 30 aprile 2009
Ieri ho iniziato il trasloco. Solo qualche metro di mudansa, ma è comunque faticosissimo, perché mi porto dietro tantissime cose, direi troppe. E trasportarle significa vedere che le hai, quantificare, soppesare, ricordare. Perché le cose sono legate a dei ricordi, talvolta nitidi, altre volte più offuscati, e allora devi starci un attimo dietro per avere le immagini più chiare. Ho trovato vecchie lettere, che nonostante il casino intorno a me ho deciso di rileggere, ritrovandomi seduto per terra a ricordare altre case, altri coinquilini, altri stati d'animo. Belli, ma anche brutti. Il passato che non puoi dimenticare, che riaffiora nei momenti più impensati. Traslocare ti fa ricordare, e ricordare ti fa riflettere sul presente, su ciò che eri prima e ciò che sei adesso. Ecco, io fondamentalmente ora sono più consapevole di tante cose, credo di essere più forte e di riuscire a superare più facilmente certi brutti momenti. Credo. Traslocare è anche ritrovare. Cose che ti eri dimenticato di avere, quegli oggetti piccoli che tieni là nel cassetto delle cose solo perché sono legati ad un momento, o perché ti sono state regalate e i regali non si buttano. Portachiavi di ogni genere, da quello con la Torre Eiffel a quello a forma di sigaro cubano, da quello con la bandiera inglese a quello con la matrioskina di legno. Dietro ognuno di quei portachiavi c'è una persona. Il trasloco sorprende. E in questo caso non tanto per le cose che mi sono portato dietro, ma piuttosto per ciò che ho trovato sopra l'armadione della camera nuova mentre imbiancavo: trattasi di frustino sadomaso colore rosso... Qui pilota ci cova.
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sabato, 17 gennaio 2009


L'ex leader dei Culture Club ieri e oggi, fresco di condanna a 15 mesi di carcere per sequestro di persona.
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mercoledì, 31 dicembre 2008

Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!

P.S. del giorno dopo: Buon 2009!