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Piove da tre giorni, tipo. Una pioggia continua, seria e incessante. Due palle. E io non ho ancora sostituito il tergilunotto della Clio, per dire. La pioggia è poetica, è vero, ma dipende dal contesto. La trovo poetica quando cammino la sera, al buio, sotto i portici (quindi al riparo) e sento il rumore. Mi piace anche sentirla quando sto sul letto nei pomeriggi domenicali all'insegna della fatiscenza più sfrenata. Mi piaceva anche ieri sera, mentre col coro cantavamo tra le lapidi del monumentale cimitero di Bologna, illuminato solo dalle candele, col freddo, il vapore che esce dalla bocca, le statue, il riverbero. Poi la pioggia è bella perchè mi ricordo quando a scuola studiavo La pioggia nel pineto di D'Annunzio, ma non perché mi piacesse D'Annunzio, ma perché quello era proprio un bel periodo, e mi ricordo quando coi miei compagni facevamo la parafrasi in versione moderna e rock delle poesie. Poi la pioggia è bella se ci fai amicizia, tipo come faceva Gene Kelly; confesso, io da piccolo ho rifatto quella scena, vicino a casa mia, bagnato fradicio a ballare e cantare Singin'in the rain con un ombrello (chiuso) in mano. La pioggia puo' anche essere divertente.


Mò c'è questa novità che la gente mi fa notare che io sono uno che non crede a quello che gli viene detto. Me l'avevano già detto nei giorni scorsi in maniera categorica e inflessibile, lasciandomi praticamente tramortito sotto un portico del centro di Bologna, e io poi i giorni successivi a pensare "Si, cavolo, è vero, non mi fido più della gente", cercare di arrivare alla base di questa cosa. Perchè? Per colpa di quel tradimento e di quell'altro ancora, mi dico. Ma poi ad un certo punto questa cosa dovrebbe finire e io dovrei fidarmi di chi me lo dice in tutte le lingue del mondo. Oggi è successo di nuovo, a lavoro. "Mas, ma perché non credi a quello che ti dico? Tu non credi mai agli altri...". Che cosa brutta, mica lo faccio per cattiveria, è solo che forse devo superare certe cose, e il problema è che devo farlo da solo, chiaramente... Ma poi vedo cose, sento anche gente che mi dice il solito proverbio Fidarsi è bene eccetera eccetera..e sono punto e a capo. Dovrei imparare a valutare. L'avevo già imparato, veramente, ma poi me l'hanno fatto disimparare. Mi tocca rimettermi sotto e applicarmi.Il primo risveglio dopo la prima notte nella mia vecchia casa è bellissimo. Mi sveglio attivo e riposato. Sarà la temperatura abbastanza fresca, sarà il letto, il silenzio, l'assenza di umidità e di zanzare..ma io ogni volta, la prima mattina in casa mia è così. Poi mi alzo e vado su al secondo piano per prepararmi la colazione. Di solito in mansarda c'è mio padre che sta seduto sulla sua poltrona, e mia madre non c'è perché è andata a fare spesa, o a fare una puntura a qualcuno, o sta chiacchierando con qualche vicina, o è alla posta, se di Domenica in chiesa. Anche oggi è andata così.
"Ciao bà.." dico io.
"Ciao. Ma perchè ti sei alzato così presto?"
"Come presto.. Sono quasi le dieci."
E allora cerco il latte, cerco il caffè, lo zucchero...metto nel microonde a riscaldare e poi mi siedo. La colazione a casa mia è intoccabile, io adoro la colazione a casa mia. Ma non per altro, perché qui ho il tempo di farla, mentre quando lavoro non mi levo nessun minuto di sonno per fare colazione, quindi salto e prendo un caffè a lavoro. Invece qui, in vacanza, ho il tempo di fare tutto. Di solito mia mamma ha fatto i biscotti, le gallettine, quindi nel latte ci inzuppo quelle.
Poi chiamo, o mi chiama, qualche amico per dirmi di andare con lui. Io non so nemmeno dove, ma ci vado. Quando sono qui sembra che non c'è mai nientre da fare, invece alla fine sto sempre in giro e poco in casa, e arrivo agli ultimi giorni delle ferie che ai miei amici dico sempre "No, dai, ora sto un po' a casa coi miei, ché non li ho visti niente..".
La sera, quando si sta in paese, si va tutti al chiosco. Quest'anno al chioschetto mi sembra ci sia meno gente; hanno aggiunto due grossi gazebo bianchi, e sotto ci hanno attaccato due grosse luci al neon, che fanno una forte luce bianca. A me non piace questa novità. Prima i tavolini stavano quasi in penombra, tra gli alberi, con qualche lampadina qua e là, la ghiaia sotto i piedi..ora c'è troppa luce. Al chiosco poi si incontrano le persone del paese che non vedi da tanto e allora si avvicinano e le saluti. Ieri ho salutato una mia coetanea che è diventata grassissima, e mi ci sono pure fatto una foto insieme, e una ragazza, anche lei grassissima, con cui l'anno scorso ho fatto da scrutatore per le elezioni (quelle in cui qualcuno aspettava l'exploit del neonato PD).
Poi si va a nanna, ieri intorno all'una e mezzo. Nemmeno troppo presto.
Ora sono in camera mia, è mattina e la finestra è aperta così entra un pò di arietta, e da fuori si sentono le campane della chiesa che suonano a festa, e i clacson delle macchine che fanno il carosello per le vie del paese.
Chissà chi si è sposato..
"E' morto Michael Jackson".
"Noo..non ci credo sarà sicuramente una bufala..".
"No no, sta su tutti i siti internet".
"Non è possibile, Michael Jackson è immortale".
La prima reazione è di incredulità, poi una volta presa coscienza che è successo veramente, ci si interroga, si rivedono le sequenze. Il mito vivente non c'è più, stroncato da un infarto a soli 50 anni. L'età di Madonna e di Prince, solo che loro sono ancora là, a dire di non riuscire a smettere di piangere per la scomparsa del loro collega coetaneo. Subito su facebook sono stati create centinaia di gruppi per ricordarlo, alcuni anche di pessimo gusto ("Un pedofilo in meno, ciao ciao Michael Jackson"), forum, mail, siti, blog..tutti a riportare la notizia, tutti ad affollarli di messaggi di cordoglio e di ricordo. Io non ero un suo fan accanito, in realtà non lo sono di nessuno, ma avevo i suoi cd, lo ascoltavo, mi piace. L'ho sempre considerato un grande a prescindere da tutto, dalla sua vita privata, dal fatto che si è fatto sbiancare per pura pazzia, dalle storie sulla pedofilia e i bambini nella reggia di Neverland. Io stavo dalla sua parte, sperando che un giorno sarebbe tornato alla grande, come prima e più di prima. Invece non è accaduto. Non c'è stato il tempo. Quando mia sorella si sposò le chiesi, come bomboniera, la cassetta di "History", che poi ascoltai a ripetizione fino allo sfinimento. Ricordo i primi periodi in cui guardavo Mtv, e Jacko era sempre presente in classifica, prima con "Scream" (duetto con la sorella Janet "Cleo Hewitt"), "You are not alone" e poi "Earth song" e ancora "They don't care about us". L'attesa per i suoi video sempre spettacolari, in contemporanea con le voci sempre più insistenti sulla sua vita privata. Che poi ha preso il sopravvento su quella pubblica: matrimoni concordati, figli con nomi particolari, le leggende sulla sua salute, la teca di vetro, la scimmietta, il parco giochi.
Pazzo, controverso..ma un grande, carismatico, pieno di talento, un vero animale da palcoscenico. Ora ci rimangono solo i dubbi, i misteri sulla sua morte, le vicende legali che ne susseguiranno, il funerale in mondovisione, gli "amici" a piangerlo, i paragoni con altri miti del passato, insomma, tutto quello che sappiamo.
Ciao Michael.
I/Le transessuali. Io mi ricordo quando la prima volta ho sentito questa parola: ero piccolo. Ed era una parola lunga e difficile, che quasi sicuramente non potevo ripetere perché conteneva l'altra parola indicibile, ovvero "sessuale". Non mi ricordo, forse sarò stato novenne. Poi avevo cercato nel dizionario, esattamente come mi era successo poco tempo prima per la parola "profilattico", perché dopo averlo chiesto a mia sorella non ero abbastanza soddisfatto della sua "fumosa" spiegazione. E trovavo definizioni tipo "preservativo" o "anticoncezionale", ovvero il vuoto assoluto; era impossibile capirci qualcosa. Poi crescendo, piano piano, ho imparato. Ma i transessuali al mio paese non c'erano, figuriamoci, e in quel periodo non si vedevano tantissimo nemmeno nei giornali o nelle tv, quindi per me erano un'idea, un'immagine un po' personale e costruita. Tipo, quando è diventata famosa Eva Robin's (che Wikipedia definisce "attore e showman italiano") io mi chiedevo come diavolo potesse accadere una cosa del genere; cioè, l'ermafroditismo..e mi chiedevo: "Ma come ce l'avrà?". Poi un giorno ero a Cagliari in un negozietto e ho visto queste due: alte, spalle grosse, piazzate, voce da uomo, trucco pesantissimo, minigonna. Mi sa che era la prima volta che le vedevo da vicino, e sarò stato forse tipo ventenne, avevo già il pizzetto. Le guardavo: il loro atteggiamento, i loro movimenti, la loro postura, il loro modo di parlare. E continuavo a guardarle. Finché una delle due non si è accorta, mi ha guardato per un attimo, e io ho fatto finta di cercare qualcosa negli scaffali. Poi mi sono messo in fila alla cassa, una fila discretamente lunga, forse ero quinto. Ad un certo punto una delle due transessuali mi passa accanto, fissandomi, e mi da una spallata. Io non dico niente, sentendomi comunque nel torto per averle fissate a lungo. Dopo mi si è avvicinata l'altra, quella più alta e più piazzata, e con una voce simile a quella di Mario Biondi, il tono minaccioso e un forte accento cagliaritano mi ha detto: "Ti rifaccio il pizzetto. Completamente!". 
Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!
P.S. del giorno dopo: Buon 2009!