mercoledì, 23 settembre 2009
Due volte alla settimana vado a lavoro molto presto, e quando accade il risveglio è sempre traumatico, tipo che sto sognando che devo andare a trovare questa mia amica delle superiori, che non la vedo da dieci anni e non so perché devo andare a trovarla, chissà che mi deve dire, e poi perché abita a Cagliari? Non si era trasferita su al Nord, sposata e affigliata e cose del genere? Che ci fa a Cagliari? E soprattutto: perché sta a casa di mia sorella? Boh, lo scoprirò quando la incontro, devo solo arrivare a casa di mia sorella, lei non so perché, ma sta là. E casa di mia sorella non è così lontana dai, è laggiù. Ma per arrivarci devo attraversare strade strettissime che devo spostarmi per far passare le automibili, che sfrecciano perché in fondo siamo a Cagliari, e poi c'è lo strapiombo, ma uno strapiombo spaventoso, non posso andare tranquillo, qui c'è da avere paura, allora inizio a camminare terrorizzato, tremo dalla pa- TI TI TI. La sveglia. cavolo devo andare a lavoro presto oggi. Ma chissà cosa voleva dirmi la mia compagna delle superiori, casa di mia sorella è laggiù, posso arrivarci, oramai manca poco. Allora posticipo la sceglia di 7 minuti, giusto il tempo di arrivare da lei e sentire cosa ha da dirmi, vedere anche che faccia ha dopo tutto questo tempo. Mi riaddormento, e dopo qualche secondo sono già sotto casa Tua. Che mito! Tutte le difficoltà della strada me le sono lasciate dietro, o sono scomparse. Suono, mi apre. Apro il portone, atrio enorme, scale stranissime, tipo a chiocciola ma con degli spazi molto ampi tra un gradino e l'altro, tipo che devi saltare nel vuoto, e fa paura, merda se fa paura. Ma ce la posso fare. Salti lunghi, atterraggi leggeri, sembra quasi che abbia le ali. Riesco a planare delicatamente sui gradini. Mi stupisco di me stesso e mi sembra una sensazione stupenda. Volare, o quasi. E arrivo alla porta di casa di mia sorella. E' aperta, ma poggiata. Ho un po' di paura. Avvicino la mano per spingerla, la apro lentamente, penso cavolo ora saprò finalmente quello che mi deve dire e po- TI TI TI. Di nuovo la sveglia. Sono passati i 7 minuti, ora non posso più, devo andare a lavoro presto oggi, rischio di fare tardi. Mi alzo.
E poi il sogno si puo' interrompere
una volta sola.

(non stupitevi se ho messo il tag "viaggi")
(ringrazio il caro amico tieffemme. Così, a priori)

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venerdì, 28 agosto 2009
Punto Uno: le vacanze in Sardegna. Belle, sempre impegnato a prendere il sole, a mangiare le cose buone, a annaffiare l'orto, a bere al chioschetto, a far visita ai neonati, a chiacchierare con gli amici, a fare le passeggiate in paese, ad accompagnare chiunque dovunque, tanto di tempo ce n'è.  E con una connessione internet tanto lenta da farti desistere dal prendere nessun tipo di iniziativa simile a "scrivere un post nel Masblog". Avrei potuto incontrare lei o lui, se fossi stato motorizzato, ma non era così, purtroppo. Belle vacanze, tranquille. Sono stato bene.
Punto Due: il ritorno a Bologna. Me lo aspettavo peggio, visto che veniva dopo una vacanza così serena e bella. Il primo giorno ho preso un permesso da lavoro, utile per la decompressione, non potevo subito rientrare in quel posto, come passare dall'idromassaggio tiepido a un tuffo nelle acque dell'Artico.  Ci sono tornato il giorno seguente, per un afterhour da paura, visto che il mio lavoro arretrato era rimasto là, bello accumulato, ad aspettarmi. Odio quel posto.
Punto Tre: la forma fisica. In Sardegna ho mangiato davvero tantissimo, senza ritegno. Colazione abbondante coi biscotti fatti in casa e il miele. Pranzo chettelodicoaffà, da stare tramortiti per le due ore successive. Merenda (immancabile quando sono a casa dei miei) che spaziava dal pistoccu e Nutella al panino allo speck, dalla quintalata di pereCoscia al caffelatte tiepido. Cena idem come il pranzo, cosa che nella mia Vita Reale non accade quasi mai. E zucchine, tante tante tante zucchine (al secondo posto a pari merito si classificano le melanzane, i cetrioli, i peperoni, i pomodori e i meloni). Ora praticamente rotolo.
Punto Tre/Bis: dovrei andare in palestra. La teoria di quest'anno è che non voglio fare pesi, ma voglio fare allenamento come ai floridi tempi in cui il Mas sportivo faceva anni di taekwondo, ma senza fare taekwondo. Cioè: vorrei fare quel tipo di allenamento -riscaldamento, potenziamento, stretching- senza la parte dopo, ovvero schiaffoni e calci in testa. Mi hanno detto che le lezioni di Kickboxing di solito sono suddivise in quel modo, devo informarmi.
martedì, 11 agosto 2009

- Scoprire che una partitona a racchettoni-extreme sulla spiaggia, con tanto di salti e tuffi sulla sabbia, come se far cadere la pallina significasse morire, puo' ridurti in un ammasso dolorante di carne. Riprendere l'attività fisica.
- Guardarsi in uno specchio diverso da quello che si utilizza sempre puo' farci notare tantissime cose che ancora non sapevamo. Fare una visita dentistica.
- Io quando vado a vedere uno spettacolo, di qualsiasi tipo, mi immedesimo con qualcuno di quelli che si esibiscono. Anche l'altro giorno quando ho sentito Fresu. Imparare a suonare un cavolo di strumento!
- Andare alla presentazione di un libro alla biblioteca del tuo paese, per l'esattezza il primo libro di Bachisio Floris, papà di Giovanni, quello di Ballarò; una raccolta di racconti intitolata "Nuoro forever" puo' farti venire voglia di trovarti in storie così, come dire, familiari. Leggere autori sardi.
- Fare le analisi del sangue e scoprire che è molto meno impegnativo di quello che ti eri messo in testa. Controllarmi piu' spesso.

mercoledì, 05 agosto 2009
E poi arriva il momento di andare in ferie, come una liberazione, come la manna dal cielo, anche se a dir la verità, forse, dovrei gugòlare per sapere che è 'sta manna. In sardo manna vuol dire grande. Quindi io, dal cielo, aspetto qualcosa di grande. Indovinate dove vado? Ecco, bravi, avete indovinato, me ne vado in Sardegna. A casa mia, o per lo meno a quella che è stata casa mia fino a settotto anni fa. Una liberazione soprattutto a causa del mio lavoro che è diventato quasi insopportabile, pur essendo diminuito d'intensità.. il lavoro dico, non la sensazione di soffocamento quando ci sono dentro. E quindi starci lontano per un po' mi farà bene di certo. Sono contento perché andrò al mare, dove quest'anno sono stato davvero pochissimo, direi niente rispetto agli anni passati, e quindi devo recuperare. Sono contento di rivedere i miei, la mia famiglia, anche se forse è un momento un pochino delicato, perché dal cielo non arriva solo manna. Poi rivedrò i miei amici che, mentre io sono ancora in giro a fare gli aperitivini nelle librerie, le gite al fiume, a cantare in giro..loro stanno già mettendo sù famiglia, tutti sposati, a pensare a come arredare casa o come chiamare i pargoli. Io sempre in ritardo, leeento! Ma va bene così, per me sono loro in anticipo. E poi devo rivedere i miei posti: la casetta in campagna con l'orto davanti, teatro di tanterrime serate con gli amici; la strada verso la pineta, il chioschetto, il precipizio, la stradina rossa e quella verde, l'albero malato, il belvedere, le rocce e le pietre. E l'aria. Ma poi so anche che mi mancherà Bologna quando sarò là da tipo una settimana, come sempre accade. E quest'anno di più. Finisce sempre che io sembro un disadattato, uno che non sa dove fare l'uovo. Invece sono solo uno che lega coi posti, con le cose e con la gente che trova nella propria strada. Io mi affeziono.
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sabato, 20 giugno 2009

- Ho appurato che il mare del Salento è molto bello e pulito; devo ammettere che ero molto scettico e non credevo alle parole di chi me lo diceva, invece mi devo ricredere. Mea culpa.
- Lecce non sarà la Firenze del sud ma ha un che di poetico che non so spiegare, specialmente nelle viuzze strette del centro storico. Forse è una potenzialità poco sfruttata.
- Il cibo salentino, capitolo a parte. Taralli, frise, orecchiette. Ma soprattutto i turcinieddhi, ovvero l'esaltazione assoluta.
- La grotta Zinzulusa: una mezza delusione (ho visto di molto meglio), ma è bella la storia degli operai che ai primi del secolo scorso avevano lasciato la loro firma nelle pareti all'interno della grotta. Tipo Antonio 1906.
- Sostanzialmente sono stato bene, molto. Merito anche dei salentini.

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venerdì, 12 giugno 2009

Da stasera sarò in una Lecce blindata, e mi fermerò fino a martedì; per uno che non è mai stato a sud di Roma è un grosso passo avanti.

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martedì, 28 aprile 2009
Mentre il bel tempo qui a Bologna continua a farsi attendere, il mio buonumore è stranamente in controtendenza. Bel periodo insomma. Il 25 Aprile è stato all'insegna della zuppa, come ogni anno d'altronde, in una strada non lontana da casa organizzano questa giornata divertente in cui si va rigorosamente dotati di tazza e si assaggiano tutte le zuppe in gara. E ce ne sono di buonissime e altre meno, tipo una in cui vengono associati l'avocado e la cipolla. Il giorno successivo è stato quello del concerto con Ginevra Di Marco al teatro La Pergola. Beh, che dire, non poteva andare meglio credo. Innanzitutto il teatro: stupendo, profumava di antico, maestoso. E pieno! E' stato un concerto molto esaltante, ero meno emozionato rispetto all'anno scorso, e credo fosse lo stesso per il resto del coro, perché eravamo sostanzialmente più disinvolti. Il gradino Bella Ciao l'abbiamo superato alla grande, visto che l'ostacolo maggiore era nella prima parte (in cui canta solo la sezione dei tenori - una ragazza dopo il concerto mi ha detto "Bella responsabilità avete voi all'inizio di Bella Ciao..") e il maestro ha detto che l'abbiamo fatto bene. Praticamente è stato il primo dei bis, cantato a luci bassissime, con tutta quella gente in silenzio.. Brividi. Poi i saluti, alcuni coristi si sono fatti fotografare con Ginevra, qualche corista ha preferito immortalarsi accanto al batterista, e poi sul pullman e a casa. 3 di notte. Ieri non ho lavorato, per fortuna, ma è iniziata la fase di imbiancatura di alcune stanze di casa Mas.. ovvero in casa c'è un casino bestiale. Ma se mi giro e guardo il risultato devo dire che ne vale la pena; il mestiere dell'imbianchino, oltre ad essere rilassante per certi versi, dà anche molte soddisfazioni. Mi trasferirò nella camera di fronte, più grande, col parquet, più fresca in estate e più gelida in inverno. Ma nel mio buco non ci sto più. Qui ci verrà il nuovo coinquilino, che poi è un mio amico di vecchissima data nonché mio figlioccio, è del mio paese, ed è tornato dal Messico nemmeno un mese fa. Ecco, appunto.
mercoledì, 31 dicembre 2008

Alla fine anche quest'anno se ne andrà, ormai è spacciato. Era ora, aggiungerei. Sono tornato ieri a Bologna, col consueto super ritardo seguito dalle consuete scuse del comandante di volo (questa volta sono stati più originali, il peso del carico al decollo era eccessivo, hanno detto, quindi dovevano scegliere tra: Uno- scaricare alcuni sfortunati passeggeri, Due- mollare a cagliari o Olbia alcune valigie di alcuni sfortunati passeggeri, Tre- eliminare delle merci - aereo cargo - ..alla fine hanno optato per quest'ultima possibilità). Arrivo a Bologna senza aver avvisato chi mi aspettava fuori dall'aeroporto, della mia ora e mezzo di ritardo; vi lascio immaginare la calorosa accoglienza quando sono uscito.
Dicevo di questo 2008. Non è stato un anno bellissimo per me, tutto sommato ricordo poche cose belle che mi sono successe nei dodici mesi appena passati. Non ne ricordo nemmeno tantissime brutte, ma so che ci sono state..tipo la vita con dei coinquilini con cui non mi sono mai trovato bene, (vi ho stressato tantissimo con questa storia, fino all'epilogo che sto vivendo ora), o la voglia di cambiare lavoro (in proposito spero di darvi buone notizie -per me- in futuro).
Tra le cose belle mi viene in mente il weekend di Perugia con gli amici di blog, ovvero Viola, Essepì (dov'è finito il tuo blog??), Tieffemme, Lisa e Pat, le mie titubanze sopite dalla buona Violetta, il viaggio di andata in treno con Essepì, l'arrivo a Perugia, le facce nuove, il cibo, il vino, la notte passata a chiacchierare di continuo, il the ai frutti rossi del giorno dopo, i saluti alla stazione, il viaggio di ritorno con Pat e Essepì..
E poi tengo pure il coro, sempre sia lodato, per il quale sto rinunciando -volentieri- ad un sacco di cose, ma che mi da quel senso di serenità e di pace che non so spiegare.
Queste due cose belle sono successe entrambe a Gennaio, però, quindi se anche questo prossimo Gennaio dovesse andare come tutto il 2008 non dovrei stupirmi.
Buon fine anno a tutti!

P.S. del giorno dopo: Buon 2009!

martedì, 14 ottobre 2008

Affettuosità-Bush&Berlusconi
Qui altre foto che testimoniano il legame tra George Bush e Silvio Berlusconi.

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venerdì, 29 agosto 2008


 

 

 



Ed alla fine il governo, di destra, riuscì nell'impresa fallita dall'ex governo, di sinistra.
Alitalia non affonderà, tornerà in forma smagliante (a parte 6000 esuberi, le rotte ridimensionate e le azioni che sono carta straccia) e con un altro nome, l'originalissimo "Compagnia Aerea Italiana".
Guidata da Roberto Colaninno, ex Omnitel/Infostrada, ex Telecom ed ex un sacco di altre cose, attuale presidente della Piaggio e della nuovissima Newco, società che guiderà la Compagnia Aerea Italiana, e padre di Matteo, attuale ministro ombra del governo ombra istituito da Uolter Veltroni.
E il povero Matteo, come si sentirà? Essere una figura importante di quel PD che sta criticando aspramente le strategie del governo sull'affaire Alitalia, di cui è figura centrale proprio suo padre, non dev'essere cosa semplice.
Mi viene in mente Beautiful, in cui c'è un misero manipolo di personaggi su cui ruota tutta la storia, e gira e rigira si sposano sempre tra di loro. Colaninno come Forrester.

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mercoledì, 30 luglio 2008

"Beh dai, non è così male, la definiscono la Napoli della Germania."
"Mas, non capisco un cazzo di quello che dicono.."
"Nemmeno io, vedrai che ci arrangeremo, parleremo in inglese all'inizio"
"..e chi lo conosce l'inglese..?"
La stazione di Monaco è bella e luminosa, e ci sono tanti poliziotti in giro. Le nostre valigie pesano troppo, e dobbiamo sostare in città per un paio d'ore, vorremmo approfittare per fare un giro. I cartelli in tedesco sono incomprensibili, ma sotto le scritte c'è quasi sempre anche un disegno, quindi capiamo che laggiù ci sono delle cassette di sicurezza in cui possiamo lasciare i bagagli e andar via tranquillamente. Non costano nemmeno tanto, bene! Percorriamo l'Elisenstrasse e altre strasse che non ricordo e arriviamo a Marienplatz. C'è pieno di turisti, tutti guardano verso il carillon, credo che tra poco inizi a girare e suonare. I giapponesi sono già pronti con i loro supporti tecnologici ad immortalare l'avvenimento. Anche noi stiamo muso all'insù ad aspettare. Poi partono le campane, e si animano tutti i personaggi che stanno sulla piattaforma girevole a compiere movimenti meccanicissimi. Comunque carini.
"Ah, guarda, là in fondo a quella strada dovrebbe esserci l'Hofbrauhaus, ci andiamo?"
"Abbiamo tempo? A che ora vengono a prenderci?"
"Sii, c'è tempo, tranquillo. Dai andiamo!"
Entriamo. C'è un sacco di gente, ma proprio tanta. Tutti bevono e cantano. Le prosperose e attempate cameriere in costume tipico bavarese trasportano una quantità impressionante di boccali di birra da litro, vanno verso i tavoloni in legno e ce le sbattono sopra in un gesto liberatorio. Si mangia il bretzel, i wurstel e i crauti, con una salsa che sa di cherosene. La birra è ottima, ottimerrima direi, ma due boccali sono sufficienti, dobbiamo dare una buona impressione, dopo.
"Merda, guarda che ora è!! Ci starà già aspettando!"
"Andiamo! Dobbiamo correre."
Arriviamo alla stazione brilli, trafelati e sudaticci. Ci dirigiamo verso le cassette dove abbiamo lasciato le valigie.
"Ma non era di qua?"
"Non vedi che là è chiuso? Entriamo dal retro."
Chiuso. Inferriate in ogni entrata. La stazione di Monaco di Baviera, la notte, viene chiusa. Cioè non tutta, ma la parte dove stanno le cassette di sicurezza si.
"Chiediamo a quei poliziotti!"
"Si, e come glielo diciamo, COSA gli diciamo?"
"Diciamogli che DOBBIAMO prendere le nostre valigie!"
Mi avvicino cautamente e timidamente ai poliziotti. Hanno tutti e 4 la faccia da poliziotti tedeschi.
"Ehm...sorry.."
"Ja?"
"Ehm, I don't speak deutch...can you help me?"
Uno di loro parlicchia inglese, allora gli spiego il mio problema, e lui dice di potermi aiutare. Ci apre una delle inferriate e ci fa entrare a prendere i nostri bagagli, ci dice anche cose tipo "Italiani eh?" e ridacchia. Però ci salva dall'impiccio. Lo ringraziamo e usciamo dalla stazione.
"Ma sai almeno che macchina ha?"
"Non me l'ha detto, so solo che si chiama Emilio, ed è albanese"
"Allora si chiama sicuramente Emilio.. Non sai nient'altro?"
"Zero."
"Si, ma siamo qui fuori da due ore, è buio e questa non è una proprio una zona tranquilla.."
"Dai che vuoi che ci succeda, ci sono solo tossici!"
"Prova a richiamare"
Vado verso la cabina telefonica. Puzza di piscio. Fuori ci sono dei clochard che dormono sui cartoni, più in là alcuni ragazzi ubriachi stanno discutendo. La cabina è buia, quasi non riesco a vedere i numeri sulla tastiera del telefono. Da dietro l'albero vedo spuntare un tipo che zoppica, viene verso la cabina. Il mio amico è poco più distante, con tutte le valigie, che scrive messaggi al cellulare. Lo zoppo è a pochi metri dalla cabina, io comincio ad avere un po' di timore (il fatto che mi impressionino le persone zoppe che camminano verso di me, in penombra, è lecito, direi). Faccio finta di niente, compongo il numero. Lui è oramai davanti alla cabina, guarda verso di me, quando mi volto lui abbassa lo sguardo. Ho paura. Mi tremano le mani, ma riesco comunque a fare il numero. Uno squillo. Due squilli. Tre squilli. Poi niente, chiamata rifiutata.
"Uagliò!" grida lo zoppo, e io quasi muoio dallo spavento, "...'sì Mas?" mi chiede con marcato accento napoletano.
"Tu chi sei?"
"Ma comm' chi sei? Song' Emilio.."
"Mah? Ah, sei te.."
"Agg' vist u nummer ch'hai fatt, peccuesto t'agg riconosciut!"
"Ma credevo fossi albanese.."
"Infatt, song'albanese! jamme, dove 'sta l'amic toi?"

...to be continued

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giovedì, 26 giugno 2008

Domenica 15/06/2008. Lisbona. Mas e il suo amico e compagno di viaggio vagano per l'aeroporto della capitale portoghese perchè non sanno come passare il tempo. Ad un certo punto incrociano Amadeus e la Civitillo mano per mano che vagano pure loro. Mas riconosce il popolare conduttore e avverte l'amico che non aveva visto niente. Allora, per dimostrargli che non è la solita cazzata dell'incontro vip in aeroporto, lo porta verso il self service dove il popolare conduttore si è diretto con la sua compagna. E qui la prorompenza sul viso del popolare conduttore chiarisce ogni cosa. Intanto in aeroporto si era già sparsa la voce tra i (tanti) italiani presenti: "L'hai visto?", "Quello di canale 5". Mi è sembrato più alto e più magro rispetto a come lo si vede in tv (sarà che non seguo i suoi programmi).

Mercoledì 18/06/2008. Roma. Mas e alcuni suoi compagni di corso passeggiano per le vie del centro della capitale italiana perchè non si puo' stare una settimana a Roma e non fare un giro in centro. Mentre Mas pensa di chiamare qualcuno per farsi consigliare un posto carino dove andare a bere qualcosa, passano davanti ad un teatro e c'è un gruppo di ragazzotte che col cellulare si fa le foto insieme a Manuel Aspidi, l'ex amico della DeFilippi. C'ha la stessa faccia da pesce lesso che passa dalla tv, ma è più magro e più alto. Quindi a 'sto punto è ufficiale, la tv ingrassa.

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domenica, 22 giugno 2008

Arrivo all'aeroporto di Lisbona e vengo subito attratto dai cartelli indicatori  in portoghese, chè io c'ho la fissa delle scritte, sui muri, sulle insegne, sui cartelli. Il portoghese è una lingua strana. Vengono a prenderci le amiche autoctone e ci tuffiamo subito nell'Alfama per festeggiare Sao Antonio de Lisboa, che per il resto del mondo è Sant'Antonio da Padova. E là è tutto un grigliare sardine, fumo ovunque, odore di pesce alla brace e gente, tanta tanta gente. Le stradine del centro storico sono piene zeppe di persone festanti, alcuni cantano, alcuni ballano, tanti mangiano il pane con le sardine, o le bifanas (panino con bistecca) o bevono birra e sangria, e camminano. E si passava tra cori di tifosi esaltati dalle ottime (fino a quel momento) prestazioni della loro Nazionale di calcio agli Europei, e case di vecchiette che aprivano le loro porte e vendevano il riso dolce con la cannella. Uno spettacolo, immortalato da decine di mie fotografie. Bellissimo. Il giorno successivo siamo andati nuovamente in centro, dove la notte prima c'era la massa di gente festante, e abbiamo goduto della tranquillità delle viuzze e delle case colorate, dei belvedere che dominano la città o l'impressionante (per me) fiume Tejo (o Tago), credo di non aver mai visto un fiume così imponente. Nel pomeriggio abbiamo visto la partita Italia-Romania bevendo sangria in un bar sulla spiaggia, durante la quale io e il mio amico eravamo gli unici a fremere e sbraitare per i fasti e le nefandezze della nostra nazionale. La sera, cena in casa e dopo in giro per locali. Il primo era fighetto e non ci hanno fatto entrare perchè avevamo i bermuda, il secondo minimal chic, quasi senza arredi, completamente bianco con qualche luce fucsia, dj in carne ed ossa e in tutto una decina di persone all'interno, noi 8 compresi. Poi siamo andati in un altro locale, semioscuro e semideserto, anche questo col dj in carne ed ossa, e ci siamo accomodati in dei comodi puff che ci ricordavano il memorabile sketch di Fantozzi.
Il giorno dopo siamo stati a Troia (le facili battute si sprecano), una spiaggia molto fuori Lisbona, enorme e quasi deserta. E qui freesbee, pallone, bagno nell'oceano gelido, rotolate tra gli ondoni, churiso cotto in spiaggia e vino rosso. Il giorno dopo avevo la schiena bloccata per le troppe acrobazie tra i vortici delle onde, ma ho comunque avuto le forze di fare una visita in un bosco a Cascais e tutto il percorso del Castello dos Moros, a Sintra. Di seguito pranzo in centro a Lisbona, tè in un belvedere del Bairro Alto, aeroporto, aereo, Milano, Bologna, due ore di sosta e treno per Roma...    (ma questa è un'altra storia).

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